Il dramma di trovar casa a Minorca

Casa a Minorca

Sono sempre più convinta che trovare una casa a Minorca esattamente come la vorrei io, sia praticamente impossibile: mi sa che faccio prima a costruirmela da sola.

Entrate in un’agenzia immobiliare, chiedete una casa in affitto che abbia i seguenti requisiti -riscaldamento e giardino- e vi rideranno in faccia.

Il fatto è che a Minorca le case non sono preparate per l’inverno. La maggior parte delle strutture è vecchia, con muri spessi impregnati di umidità e muffa, porte e finestre che non isolano bene, e, soprattutto, senza alcuna forma di riscaldamento. Non parlo di termosifoni: quelli non sanno neanche cosa siano. Al massimo vedrete quelli elettrici, che consumano quanto un phon e non tolgono l’umidità. Se siete fortunati, troverete case con l’aria condizionata e pompa di calore; oppure ancora una stufa a legna, o un caminetto. Questi ultimi sono la soluzione ideale se volete scaldare l’ambiente, asciugare i vestiti dopo la lavatrice, e ridurre -seppur per breve periodo- l’umidità. Purtroppo non li potete certo mettere in camera da letto. Bisogna anche dire che serve costantemente legna, il che è una spesa notevole a fine inverno.

Il fatto che il riscaldamento sia indispensabile è senza questione. I minorchini si meraviglieranno se direte loro che è un vostro requisito principale, visto che sono abituati a stare senza. Tuttavia, vi dico che, dopo aver vissuto a Londra, di freddo e umidità ne ho visti, e credetemi, senza riscaldamento a Minorca, è dura sopravvivere. Non che le temperature scendano più di tanto; è l’umidità che uccide.

Io, sinceramente, negli ultimi anni sono diventata più tollerante al freddo (18° in casa dei suoceri hanno spinto il mio corpo a sviluppare un sistema di autoprotezione al gelo), ma non mi era mai capitato di vestire in casa 5 strati di vestiti: canottiera, maglia termica, maglioncino di cashmere, altro maglioncino di cashmere, pile, sciarpa, cuffia, stivali di pelo, e-nei casi estremi-piumino!

Risolto il problema del riscaldamento (a cui alcuni provvedono con stufetta a bombola del gas), c’è la ricerca del giardino.

Tutte le case e gli appartamenti nuovi, se sono dotati di una forma di riscaldamento, non hanno uno spazio verde. Magari c’è un giardino comunitario con piscina, oppure un patio, ma qualche metro quadrato da coltivare e con zona barbecue è raro.

Ci sono moltissimi chalet o villette a schiera con giardino a prezzi molto accessibili, ma si trovano tutte nelle urbanizzazioni, e sono senza riscaldamento. E chi se la sente di vivere tutto l’anno in oasi disperse, in edifici antichi incapaci di tenervi al riparo dai venti di tramontana?

Insomma, riscaldamento e giardino sembrano fattori incompatibili.

Il nostro appartamento, quindi, ci è sembrato cadere dal cielo, quando siamo andati a vederlo. Edificio nuovo, a Ciutadella, in zona residenziale ma vicino al porto e al centro città, con parcheggio a volontà (altro requisito, soprattutto se si hanno due auto), piscina comunitaria, lavatrice nuova (non del 1990 come l’ultimo modello), sistema aria condizionata/pompa di calore, box doccia, terrazza, giardino e zona barbecue. Nessun odore di umidità appena entrati, quell’odore che si impregna nei muri di tutte le case minorchine dove sono stata e che mi evoca i ricordi dell’isola.

Doveva essere nostro. Finalmente, per la prima volta, saremmo tornati a Minorca con le chiavi di un appartamento in mano.

Non ci saremmo fatti 12 ore di autostrada e 8 ore di traghetto, per poi arrivare a Mahón con la macchina stipata di valigie e la paura di non trovare una casa entro fine giornata.

La prima volta avevamo contrattato un appartamento a Cala Galdana solo dopo aver visto le foto (non fatelo, a meno che non conosciate –nel nostro caso via passaparola- il privato che ve lo affitta); la seconda volta avevamo appuntamento alle 10 di mattina a Cala’n Bosc con un’agente immobiliare che ci avrebbe mostrato 3 case. Alle 13 avevamo pagato il deposito e il primo mese d’affitto per garantirci il nostro chalet per i seguenti 6 mesi.

Certo, quelle due volte ci era andata bene, e comunque la casa era solo per la stagione, quindi non era importante se non aveva il riscaldamento, gli armadi erano piccoli, la doccia con getto debole, oppure la lavatrice era vecchia.

Questa volta era diverso: dovevamo trovare una casa dove rimanere per un po’ e che andasse bene anche per l’inverno.

Una casa che potessi sentirla mia, non un posto di passaggio. Avrei potuto disfare le valigie senza la certezza di doverle riaprire dopo pochi mesi.

Affittando da un privato, c’èra poi anche il vantaggio di non dover pagare un mese in più; in Spagna, se affittate casa da un’agenzia c’è la regola del 3: alla firma del contratto pagate 1 mese di affitto, 1 mese di deposito e 1 mese di commissioni per l’agenzia.

Insomma, anche per questa volta, avevamo un casa; ci avevamo messo un po’ -3 settimane-, ma ne era valsa la pena. Soprattutto visto il mercato immobiliare attuale, dove i proprietari preferiscono vendere oppure affittare a settimana.

Quindi, in attesa della mia casa, quella da sognare e realizzare, penso che mi accontenterò di questa.

Se però anche voi stiate annaspando, alla ricerca di una casa a Minorca, mi permetto di consigliarvi qualche pagina web da consultare (la maggior parte in spagnolo, ma deduco che se cercate casa per qualche mese, un po’ la lingua la parlerete no?):

Se preferite andare via agenzia:

¡Suerte!

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