Menorquisation avviata

Ho appena realizzato che questa è la mia più lunga permanenza sull’isola. 7 mesi sono volati. Mantengo la mia cittadinanza italiana, ma ormai mi sento una del posto e definisco Minorca come la mia casa. Ci sono, per fortuna, ancora alcune cose che mi distinguono dai minorchini, ma molte le sento mie.

Se anche voi vi accingete a trasferirvi qui, tenete in conto che non potete scappare alla “menorquisation: vivere a Minorca rende decisamente più minorchini. Non importa da quanto tempo vivete qui, quanto spirito d’adattamento abbiate, quanta voglia avete di mettervi in gioco e abituarvi ai costumi locali. Ci sono cose che diventeranno parte di voi, che vi trasformeranno al punto che la gente in patria non vi riconoscerà o vi vedrà “diversi”. Cose che l’isola cambierà di voi inevitabilmente e di cui dovete ricordarvi quando la lasciate, anche solo per una vacanza. Cose di cui sentirete la mancanza e altre che, per quanto arriviate ad odiarle, vi faranno sempre comunque sentire quello che io definisco il “mal di Minorca”. E’ ciò che vi farà innamorare dell’isola, e che, nonostante quello che pianificate per la vostra vita, vi farà sempre tornare qui.

Se quindi, dopo aver trascorso qui alcuni mesi, state per abbandonare l’isola, considerate le seguenti cose:

  1. Le città puzzano, o e vogliamo essere più fini, hanno un odore

Quando s’inizia a vivere in un’isola paradisiaca, dove il sole è protagonista per 300 giorni l’anno e la natura prevale sul resto, i polmoni fanno il pieno di aria pulita. Ogni luogo, ovviamente, ha il suo profumo. Il profumo di Minorca è per me quello della macchia mediterranea. L’odore di mare, di pini, di umidità, di marés, di armadi vecchi, di crema solare al cocco.

La prima cosa che si nota atterrando fuori da Minorca è l’odore diverso. Di città, di fast food, di spezie, d’inquinamento. A Londra, per esempio, di curry; nella mia casetta tra i colli bolognesi, di campi e bosco. Tombini che fumano, vapori che escono dalla metropolitana, stand di venditori ambulanti con hot-dog; ogni cosa emana un odore differente, a cui non si è abituati se si viene da Minorca.

2. La gente fissa -o non ti guarda nemmeno-
Ora, a seconda di dove vi troviate, in Italia la gente inizierà a squadrarvi dalla testa ai piedi. Ogni volta che torno in Italia (o qui, se passeggio di fianco a italiani in vacanza) ho la sensazione che tutti mi guardino come se fossi un alieno. Purtroppo, è un difetto/caratteristica di noi italiani, e ammetto che anche io fisso la gente; non per giudicare come si veste, ma semplicemente mi piace osservare gli altri e realizzare quante cose si capiscono (o no) guardando le persone dall’esterno. In Inghilterra o negli Stati Uniti, invece, non vi faranno caso. Nemmeno se mostraste sintomi di pazzia o uscite in pigiama, batterebbero un ciglio.

3. Il traffico

Dovreste stare attenti a non finire investiti. Come? Attraversate solo quando il semaforo per i pedoni è verde. Nessuno si fermerà per farvi passare sulle strisce e dovrete prestare attenzione al senso di marcia, alle corsie per bus e taxi. Qui siamo abituati troppo bene, tutte le auto (tranne quelle dei turisti italiani!) cedono il passo ai pedoni, niente clacson, la gente si ferma in mezzo alla strada (tra l’altro non solo nelle secondarie) per scaricare le borse della spesa o per salutare qualcuno. La gente non ha fretta. L’unica pecca: le rotonde non le sanno fare, quindi, se come me, vi state abituando a mantenere sempre la corsia di destra in una rotonda, ricordatevi di cambiare il chip quando abbandonate l’isola.

  1. Il mangiar bene

A Minorca non c’è spazio per i fast food, o meglio, si preferisce la buona cucina. Fuori dall’isola vi sorprenderete di quanti fast food vi daranno il benvenuto: nomi conosciuti come Mac Donalds, Burger King, Pizza Hut, Subway, che non hanno niente di sano ma, non si sa come, sono sempre pieni di gente. Per di più, gli orari saranno simili al “24 ore su 24”, niente siesta, niente chiusure settimanali per qualche festa paesana. Si potrà mangiare qualunque cosa a qualunque ora.

5. Lo shopping

Finalmente potrete fare shopping come si deve ed entrare nei centri commerciali. Edifici da 5 piani, saldi, H&M, Zara, piaceri a cui avevate rinunciato o a cui vi eravate limitati durante i brevi soggiorni fuori dall’isola. Conosco persone minorchine che, per risolvere a questo problema, o fanno shopping su internet, oppure prendono l’aereo per Barcellona in giornata: con lo sconto residente, il costo del biglietto è pari a quello di uno per il treno da noi.

A Minorca, vi armerete di pazienza, e fare shopping sarà un’esperienza di scoperta, tra un negozietto e l’altro, e tra una cittadina e l’altra.

  1. Le distanze

Sicuramente arriverete a Minorca con l’idea che sia un’isola relativamente piccola, e che, per esempio, fare 50 km tutti i giorni per andare a lavorare sono a volte meno di quelli che dovreste fare in qualsiasi altra parte viviate.

Sappiate che, anche solo dopo pochi mesi a Minorca, le distanze si faranno enormi. Andare a Mahón, se vivete a Ciutadella, vi sembrerà eterno. Per fortuna, questa visione distorta delle distanze si attenua quando lasciate l’isola.

  1. La moda

Il senso della moda è limitato a Minorca. Chi vuole spendere tanti soldi in vestiti quando per 6 mesi all’anno si sta in infradito e costume?

Perché comprare i tacchi quando le strade sono ciottolate e ci sono salite, discese e scalinate ovunque (fatele voi sotto 30-40 gradi o sotto la pioggia in inverno, o ancora con la tramontana che vi sposta)?

I minorchini, anche quando escono la sera o vanno nelle “discoteche” del porto, non si “tirano” e soprattutto non guardano alle marche.

Quando torno in Italia, ci penso due volte prima di uscire, mi guardo allo specchio e verifico che sia tutto in ordine secondo gli standard italiani. Parlo di un livello accettabile, niente di chè.

Se, da bravi residenti minorchini, avete acquistato un paio di Avarcas, dubito che le indossiate in Italia -sono l’anti-estetica per eccellenza (se non ci credete, queste sono le vere minorchine!), a meno che non sia per “mostrare” che siete stati a Minorca in vacanza –e allora ritorniamo al discorso dell’importanza dell’apparenza e alle marche come status sociale-.

Se lo fate, vi ammiro. A me è rimasto ancora un briciolo di senso di moda, e le limito alle passeggiate sulla mia isola.

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4 pensieri su “Menorquisation avviata”

  1. Ciao Alice, leggendo questo post mi vengono in mente i racconti delle italiche isole. Anche i sardi per esempio hanno un carattere particolare e credo faccia parte integrante di tutte le persone che abitano nelle isole. Detto questo in effetti Minorca ti entra dentro, cosa per esempio che non mi è successa andando in altre isole. La prima volta che sono venuto, appena atterrato all’aeroporto ho sentito una fitta al cuore, un amore improvviso e crescente verso quell’isola, eppure erano le ore 24 e non vedevo nulla…..ma quella fu la mia prima sensazione. Ovviamente questo amore è cresciuto nel corso dei giorni e poi degli anni e come ritorno in quella che considero la città più bella del mondo e cioè Roma, inizio a programmare la prossima visita a Minorca. Insomma…amore a prima vista (anzi prima sensazione) e spero di poter un giono dar sfogo a questo sentimento, godendo tutto l’anno quest’isola (inverno, solitudine e tramontana compresa)

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    1. Ciao Sandro, anche se non ho esperienza di altre isole (il mio soggiorno a Gran Canaria è stato pressoché breve), immagino che vivere “isolati” influenzi enormemente il carattere delle persone. Minorca ha una sua magia e penso che sia inutile provare a capire perché ci ammalia. Succede e basta. Comunque, Roma rimane una città bellissima!

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