Il turista inglese

Manca un mese alla fine della stagione. In questi 5 mesi, lavorando con inglesi e passeggiando per hotel, ho avuto modo di conoscere ancora meglio l’esemplare di quella che noi chiamiamo Inghilterra –ma che per evitare conflitti regionali è meglio definire in loro presenza come “United Kingdom”. In pratica: l’inglese in vacanza.

Non era la prima volta. Nella mia carriera (il termine è usato puramente per aumentare la mia autostima, visto che non so se “accumulare sul curriculum qualche mese di lavoro in luoghi ogni volta diversi del mondo” può essere considerato tale), ho potuto confrontarmi con diverse tipologie di turisti: italiani, americani, spagnoli e inglesi.

Devo dire che lavorare CON gli inglesi non mi dispiace proprio. Lavorare PER gli inglesi, addirittura in terra spagnola, è poi molto meglio di quanto avessi immaginato.

L’unica cosa che rimane da risolvere è il fatto che parlare inglese non mi piace proprio: la tonalità acuta, i “please” e i “thank you” continui, l’ipocrisia, la banalità nella costruzione delle frasi. Io, che sono una persona alla quale si può leggere in faccia quello che pensa, lavorando a contatto con il pubblico, devo trattenermi continuamente.

Ecco, in riassunto, lo stereotipo del turista inglese che arriva a Minorca. Si tratta di uno stereotipo, quindi prendetelo come tale.

Il turista inglese, innanzitutto, è un turista climaticamente temerario. E’ ottimo per il turismo minorchino in termini di stagionalità, perché è tra i primi ad arrivare e tra gli ultimi a lasciare l’isola (il primato spetta sempre ai tedeschi, che già a marzo arriverebbero con i calzini e i sandali da escursione, se solo ci fossero voli diretti).

Compra un “package holiday” per non dover stare ad organizzarsi tutto, e magari all inclusive, così non dovrà più spendere neanche un centesimo in vacanza, se non al tax free dell’aeroporto o per qualche stecca di sigarette, che si sa, sono molto più economiche che in Inghilterra. Questo, ahimè, non favorisce proprio l’economia dell’isola, e contribuisce ad aumentare l’odio dei minorchini verso questo turista che non vuole spendere in bar e ristoranti. Tuttavia dobbiamo riconoscere che, coloro che si concedono una cena o un drink –e per fortuna ce ne sono- lasciano ottime mance.

Il turista inglese prenota mesi prima, c’è chi addirittura lo fa un anno prima e magari scegliendo lo stesso posto, perché se l’hotel gli è piaciuto, allora perché mai provare qualcosa di nuovo.

Fa l’assicurazione viaggi e, in molti casi, ha un’assicurazione privata. Se ha bisogno di un medico, vuole il privato, non sia mai che negli ospedali pubblici il livello di sanità sia insufficiente, “visto che la Spagna, fino a qualche anno fa, era un paese del terzo mondo*”.

Il turista inglese è quello che, agli arrivi in aeroporto, mentre il marito spinge il carrello con 4 o 5 valigie, la moglie tiene in braccio un bebè e spinge passeggino. Non si preoccupa di aver partorito da qualche mese e avere pargoli al seguito. Va in vacanza comunque. E in Spagna, per di più, non si limita alla terra natale, o a un breve soggiorno con l’aiuto dei nonni.

Essere a Minorca è un dettaglio: l’inglese che viene qui, non ha scelto la destinazione, ha scelto l’hotel. Prima di comprare il pacchetto, ha guardato foto delle camere e della piscina sul web o in agenzia e ha visto sole e caldo. Non gli importa essere su un’isola Patrimonio dell’Unesco e Riserva della Biosfera, la cosa importante è avere la camera che ha pagato con i risparmi di almeno un anno di lavoro. Tanto che se non riceve la vista piscina, è la fine del mondo. E a quel punto, ricevere una camera che non è esattamente uguale ai castelli in aria che si è costruito da casa, provoca crisi esistenziali.

Il posto in cui il turista inglese passerà la maggior parte del tempo durante la sua vacanza, è la piscina. E’ la zona preferita dell’hotel, quella che lo vedrà arrivare alle 8 di mattina con l’asciugamano per riservare il lettino (nonostante il divieto dello staff dell’hotel), fino all’ora del pranzo, e poi il pomeriggio a dormire sotto il sole con qualunque condizione atmosferica, intervallato da qualche gelato o bibita al bar. La sera, poi, dopo una cena a buffet, seguirà una passeggiata per il resort, alla ricerca di qualche pub (preferibilmente inglese o irlandese) per continuare con la tradizione inglese dell’alcool. “Perché senza alcool, non è vacanza*”.

Raramente quindi, il turista inglese visiterà e scoprirà le spiagge minorchine. Magari vedrà quelle dei resort una volta, ma non andrà alla ricerca di spiagge vergini, dove bisogna 1) prendere una macchina 2) portarsi dietro da mangiare e bere (“ho pagato il tutto incluso in hotel, perché dovrei spendere soldi fuori*”).

Passando tutto il tempo in piscina, non c’è da meravigliarsi delle bruciature bizzarre.
Ma questi inglesi, così bianchi, non si mettono la protezione solare? Ebbene sì, la protezione, anche 50 se la mettono, ma il problema è un altro. Non hanno cognizione. E quindi rimangono al sole più delle ore che io stessa sopporterei. Vi vorrei ricordare che, dopo un anno a Londra, anche io, nonostante la protezione 50 e l’esposizione fuori dalle ore più calde, a Minorca in vacanza mi bruciai. Immaginate questi inglesi, la cui pelle non è per niente abituata al nostro clima.

A parte la piscina, qualcuno si spingerà oltre e prenoterà una visita, magari un tour dell’isola, va tanto di moda tra di loro. Niente stress, li passano a prendere alla mattina in pullman, li portano in giro per Minorca fermandosi in alcuni posti interessanti, per poi riportarli indietro in tempo per la cena. Ottima scelta se si vuole rientrare nel turismo di massa.

Alcuni, i più avventurieri, prenderanno l’autobus oppure noleggeranno una macchina per qualche giorno, e cercheranno di sopravvivere mentre guidano “on the wrong side of the road*”, come dicono loro.

Diciamolo, però, nonostante cerchino il più possibile di mantenere la loro dieta a fish&chips –e quindi il menù degli hotel deve essere tipicamente inglese, tanto che spesso vogliono il porridge e i pancake a colazione-, almeno uno sforzo d’integrazione lo fanno e s’impegnano a dire “hola” e “gracias”.

Queste le mie considerazioni. Nel caso avessi tralasciato qualcosa, siete invitati a commentare!

*frasi tradotte dall’inglese, realmente uscite dalla bocca di alcuni miei clienti..

PS: quasi dimenticavo: l’inglese, prima di uscire di casa per andare a prendere il suo aereo per Minorca, lascia la testa sul comodino. Quindi non vi stupite se lo vedete girovagare completamente perso e apparentemente su un altro pianeta: quando è in vacanza, stacca la spina. Questo spiega anche come mai i bambini li tiene legati al guinzaglio: altrimenti potrebbe dimenticarseli in giro (è successo!).

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11 pensieri su “Il turista inglese”

  1. Sai alice, sono pienamente d’accordo con te per quello che riguarda il turista (ovviamente non tutti) italiano. Non sono d’accordo sul fatto della dispendiosità delle vacanze a minorca. Io personalmente che prenoto tutto on line (casa e macchina) spendo veramente poco. Con circa 600 euro prendo degli ottimi appartamenti anche con giardino e l’immancabile piscina, che qui in Italia la stessa casa mi costerebbe il triplo. Stesso dicas per il noleggio e stesso dicasi per mangiare al ristrante o are la spesa. Certo, sull’isola devi anche saperti muovere un pò, ma io (e ti assicuro non mi faccio mancare nulla) la trovo alquanto economica. L’uniaca cosa che trovo esageratamente alto è il prezzo di affitto dei gommoni e delle barche, ma per il resto…..

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    1. Ciao Sandro, quando dico che Minorca è la più cara delle Baleari, mi baso su quello che leggo sui giornali/riviste del settore (io, Minorca, da turista, l’ho vista solo quando vivevo a Londra, e il cambio euro-sterlina mi era favorevole!). Il costo settimanale di un appartamento, il volo dalla Penisola, la spesa media del turista, il soggiorno in hotel,..ecc. sono più alti rispetto alle altre isole. Se invece parliamo di costo di vita, qui è più basso di quello italiano, ma quando guardiamo le attività turistiche (es. il noleggio barche), come dici tu, il prezzo è alto per combattere la stagionalità. E’ vero che, quando poi si conosce bene l’isola, si può fare una vacanza davvero economica.

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  2. Ciao Alice, come ogni anno sono stato a Menorca all’inizi di settembre. Leggendo il tuo passaggio, devo dire che ho notato quest’anno una decisa metamorfosi del turismo nella mia amata isola. Molti, moltissimi turisti inglesi…praticamente ovunque. Sarà per la sterlina forte, sarà che sia le baleari che le canarie sono da sempre una specie di colonia inglese, ma ho notato che, ovviamente, anche chi gestisce il turismo a Minorca sta andando in quel senso. Ovviamente da un punto turistico ed imprenditoriale …come dargli torto??? Sicuramente ne saprai almeno 100 volte più di me, ma mai come quest’anno quando mi mettevo seduto in un ristorante o in un locale, leggevo nel gestore la delusione quando si accorgevano che eravamo italiani. Che brutta cosa Alice !!! Capisco che inglesi e tedeschi non hanno crisi e quindi la fanno da padrone, ma fra un pò metteranno i cartelli no italiani please?
    Affermo questo perchè sono 8 anni che vado nell’isola e mi sto accorgendo piano piano di questa situazione. Tu non la vedi così?

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    1. Ciao Sandro, è vero, il turismo inglese va per la maggiore. Sempre più hotel firmano contratti con tour operator inglesi; alcuni tour operator hanno addirittura “comprato” hotel che diventano esclusivi per i loro clienti, cosa che garantisce all’hotel un’occupazione costante, azione che io non condivido. D’altra parte, il turista inglese è “fedele”, allunga la stagionalità e ha un potere d’acquisto alto. Per quanto riguarda i turisti italiani, ci saranno dei motivi per cui io stessa, pur essendo italiana, preferisco lavorare con gli inglesi, no? Uno dei prossimi articoli del blog sarà, appunto, il turista italiano, purtroppo non tanto amato qui a Minorca. Quello che io ho visto quest’anno è stato più che altro un aumento spropositato di italiani, che vengono mandati qui in massa, senza rendersi conto di dove si trovano. Forse la cosa sbagliata è proprio l’immagine di Minorca che viene venduta in Italia (sulla quale non conosco dettagli, visto che non vedo le agenzie di viaggio italiane, ma dalle informazioni dei suoceri, sembra che quest’estate l’isola fosse proprio di moda). Minorca non è la destinazione per una vacanza economica: se non si è preparati a spendere un po’ di più, allora è meglio andare da un’altra parte.

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      1. Ciao Alice, complimenti per il blog, era propio quello che stavo cercando da tempo, e non riuscivo a trovare.
        Purtroppo il turista italiano, anche se non tutti, si fa sempre riconoscere in qualsiasi paese và , e purtroppo non sempre in modo positivo.
        Alice sapresti indicarmi, se esistono, alcuni siti dove trovare attività in vendita o affitto a Minorca?
        Complimenti per il lavoro svolto fino ad ora,continua così.
        Ciao.

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      2. Grazie, Moreno! puoi dare un’occhiata qui per attività/locali in vendita (traspaso) o affitto (alquiler): http://www.revistautil.com/index.php ; http://www.yaencontre.com/venta/t-locales/ciutadella-de-menorca; http://www.milanuncios.com/traspasos/menorca.htm; http://www.segundamano.es/negocios-baleares/menorca-.htm. Questi sono i siti online dove pubblicano i privati. Così ti puoi fare una prima idea, anche se il consiglio è sempre quello di vederli in persona, soprattutto per la location. Suerte!

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