Lavorare a Minorca: realtà o utopia?

¿Para qué trabajar? ¿Para qué buscar cosas nuevas? La Isla es buena, ya nos da de comer, y esto basta.

Piedras y viento

Come faccio a trovare lavoro a Minorca? Questa è una domanda che mi viene fatta spesso dai lettori. E allora, perché non farci un post?

Sappiate che trovare un lavoro a Minorca è relativamente facile (una volta che si abbiano i requisiti). Trovare un lavoro che vi piaccia, meno facile. Trovare un lavoro che vi piaccia, che vi dia soddisfazione e che vi mantenga tutto l’anno, molto difficile -o quasi impossibile-.

Bisogna, infatti, considerare che:

1) siamo in crisi: è vero, Minorca è una realtà ben diversa dalla Penisola, ma la disoccupazione è comunque più alta di quella italiana.

2) siamo su un’isola di 700 km2, dove non solo minorchini, ma anche persone dalla Spagna e da tutta Europa e Sud e Centro America, cercano lavoro. Perché un minorchino dovrebbe assumere voi?

3) Minorca vive di turismo. La maggior parte dei lavori sono stagionali, idealmente da maggio ad ottobre, anche se in realtà si riducono a 2 o 3 mesi intensivi. Anche qui ci sono banche, uffici, meccanici, dentisti, ma questi posti di lavoro sono quasi impossibili da ottenere, se non una volta integrati nella realtà minorchina. È un po’ triste, ma il massimo a cui potete aspirare appena arrivati qui, a meno che non abbiate tanta fortuna, è quello di lavorare in un bar, ristorante o hotel. Oppure che abbiate la vostra idea ORIGINALE di mettervi in proprio. Da notare il maiuscolo: aprire un ristorante non è un’idea originale, ci hanno già provato in tanti, per lo più italiani, e hanno chiuso i battenti.

Veniamo alla parte interessante, o meglio dire pratica.

Quali sono i requisiti per trovare lavoro

In linea di massima, queste sono le caratteristiche che dovete tenere in mente:

lingue straniere: spagnolo (e magari catalano) obbligatorio, inglese anche, tedesco quasi quasi, italiano sicuro, magari francese. E se ne sapete altre, ben venga. Non è per mettere terrore, ma qui tutti sanno almeno 3 o 4 lingue. Sul livello non stiamo a discutere, ma dovete sapervi difendere bene con l’orale.

esperienza nel lavoro per cui vi proponete. Oppure dimostrare di essere capaci di fare un po’ di tutto e di essere flessibili.

voglia di lavorare: anche se non sembrerebbe, questa può fare davvero la differenza, e magari essere il motivo principale per cui assumerebbero voi e non un minorchino. In pratica, significa essere disposti a fare un lavoro magari faticoso, orari e turni poco appetibili, farsi più di mezz’ora in auto per raggiungere il posto di lavoro, non avere la domenica libera. Vi garantisco che la maggior parte dei minorchini rifiuterebbe un lavoro proprio per questi motivi.

fortuna: essere nel posto giusto nel momento giusto. Io mi ritengo fortunata: senza una buona dose di fortuna, non sarei mai arrivata dove sono oggi.

Quando arrivare a Minorca

A questo punto, il periodo migliore per cercare lavoro è tra gennaio ed aprile. Molti hotel e ristoranti sono chiusi (i capi e i direttori non si trovano neanche sull’isola) e le email delle Risorse Umane non vengono aperte fino ad inizio febbraio, se non più tardi. Se quindi vi proponete venire qui per una stagione, è inutile arrivare prima di aprile. Tuttavia, è quasi un obbligo essere già sul posto quando inviate un curriculum, perché vi potrebbero chiamare il giorno dopo per un colloquio. A meno che siate disposti a prendere un aereo il giorno dopo (considerate gli scali da fare in inverno per raggiungere l’isola..).

Dove cercare lavoro

Se volete farvi un’idea delle offerte di lavoro disponibili (in termini di requisiti, turni, stipendi), internet è un ottimo alleato – e in più, potete consultare le offerte anche dall’Italia.

Questi sono i siti che io guardo di solito:

www.infojobs.net

www.turijobs.com

www.ashome.es

www.sepe.es

www.injovemenorca.com

www.revistautil.com/index.php/Trabajo

Una volta arrivati a Minorca (per i documenti che vi servono, date un’occhiata qui), vi consiglio di iscrivervi al SOIB come “demandante de empleo”: è gratuito e, se ci fossero offerte di lavoro che si adattano al vostro profilo, siete priorizzati. Nel frattempo, potete frequentare corsi di formazione gratuiti, offerti dal SOIB.

L’altro mezzo per trovare lavoro è la stampa: Menorca, il periodico di Minorca (non dovete comprarlo tutti i giorni, in biblioteca ne hanno copie che possono essere consultate gratuitamente) e la versione cartacea della Revista Util (la trovate alle casse dei supermercati Spar).

Ultima opzione, decisamente non la mia preferita, è passeggiare per le urbanizzazioni, per bar e ristoranti, ed andare a chiedere di persona se sono alla ricerca di personale.

Ora, se siete arrivati a leggere fino a qui senza passare ad un’altra pagina e siete davvero intenzionati a venire a lavorare a Minorca, magari vi state chiedendo che possibilità reali avete di venire qui senza un lavoro e trovarne uno per sopravvivere la stagione (sopravvivere poi tutto l’anno, è tutta un’altra storia, che tratterò successivamente in un altro post). Io vi posso solo riportare la mia esperienza personale.

Nel 2010 arrivai qui con uno stage sottopagato (300€ al mese, con vitto e alloggio).

Nel 2011 mi richiamarono dal mio hotel, questa volta pagata, per 6 mesi. Quell’anno il mio Pescatore venne con me, lui senza un lavoro e senza parlare lo spagnolo. Dal momento in cui scendemmo dalla barca, iniziai a parlargli solo spagnolo. In un mese capiva una conversazione base e aveva trovato lavoro (part-time, per 3 mesi, a riporre frutta e verdura in un supermercato. Giusto per smontare un po’ i sogni dei lettori..).

Nel 2013 tornammo, io dopo un’esperienza di un anno negli Stati Uniti. Inviai 200 curriculum e ottenni 2 colloqui. Arrivammo a Minorca solo con la garanzia del mio lavoro. Il Pescatore ci mise 2 settimane a trovarlo (noleggio auto, per intenderci).

A gennaio 2015 veniamo per vedere l’altra faccia dell’isola: Minorca in inverno. Il Pescatore manda 2 curriculum (in realtà sono io che li mando, previo suo consenso). Torniamo a casa dopo un mese di “vacanza/intossicazione da Londra” e compriamo i biglietti per tornare, anche se non abbiamo ancora un lavoro, perché ormai a questo punto sappiamo che qualcosa lo troveremo. A 2 giorni dal rientro in Italia il Pescatore riceve una chiamata e richiesta di colloquio. È fatta. A febbraio ripartiamo per Minorca e a marzo il Pescatore comincia a lavorare, e questa volta nel suo settore. E in teoria, per tutto l’anno! Felicità a mille per lui, io un po’ scoraggiata, visto che non ricevo risposte. Confesso che ho inviato solo 5 curriculum, per offerte ben specifiche, perché ero stanca del solito lavoro in reception. Mi ero data un limite: se non avessi trovato il lavoro che volevo in un mese, sarei tornata ad occupare il solito posto. Ma dopo poche settimane inizio un processo di selezione e alla fine, a metà aprile mi confermano che inizierò a lavorare a maggio. Ecco, anche qui la fortuna ha giocato un ruolo fondamentale.

Quindi: partire o non partire?

Se non avete nulla da perdere, avete voglia di mettervi in gioco e i requisiti sono dalla vostra parte, allora la risposta la sapete già.

In bocca al lupo!

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11 pensieri riguardo “Lavorare a Minorca: realtà o utopia?”

  1. Alice complimenti per il tuo sito! Simpatico, chiaro e illuminante. C’è una mezza idea di venire il prossimo anno a Minorca con mia moglie, chissà, magari ci si vede…

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  2. Ciao Alice, molto interessante il tuo blog! Mi chiedevo se mi potessi dare qualche info, sempre che tu lo sappia, per come fare mercatini sull’Isola. Ho scritto ad una associazione che mi dice di contattare i vari comuni, ma molti mi chiederanno una cosa di cui io non sono a conoscenza: estar dado de alto en hacienda, oltre che securidad social e carta de artesano… in Italia non si parla di nulla di tutto ciò… tu sei a conoscenza di qualcuno che faccia mercatini che mi possa dare una mano? Grazie di cuore! Maya*

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    1. Ciao Maya, premetto che non ho mai lavorato como autonomo e quindi le informazioni che ho sono a grandi linee. “Darse de alta en hacienda” è simile all’aprire la partita in IVA in Italia: ci si registra come lavoratore autonomo presso l’agenzia delle entrate. Non avendo un’azienda che paga per te i contributi, devi versarli tu (alta en seguridad social). La carta de artesano suppongo sia una licenza/certificato che ti permette di operare come tale (trovi più info qui: http://www.pimemenorca.org/artesania/principios-generales-procedimiento-para-obtener-acreditaciones-cartas-artesania). Una volta che hai tutte queste carte, credo dovrai chiedere il permesso al Comune in cui intendi svolgere l’attività. In questo documento (http://www.agenciatributaria.es/static_files/AEAT/Contenidos_Comunes/La_Agencia_Tributaria/Segmentos_Usuarios/Empresas_y_profesionales/Empresario_individuales_y_profesionales/Folletos/Folleto_Actividades_Economicas.pdf) viene spiegato abbastanza chiaramente tutto il procedimento per “mettersi in proprio”. Il mio suggerimento? Andare all’Agencia Tributaria a Mahón e chiedere direttamente lì. Con me sono sempre stati molto gentili (alla fine devi quasi sempre dar loro dei soldi, ma almeno ti spiegano tutto gentilmente e ti danno una mano con i moduli!). In bocca al lupo!

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      1. Grazie mille alice!
        Alcune cose sembrano più problematiche che in Italia, e mi sa che devo venire a Minorca per sbrigarmele! Grazie!

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