La Cayena

La cucina internazionale mi ha sempre affascinato. Messicana, indiana, thailandese, cinese, americana, marocchina: è da quelle cucine che provenivano i piatti che proponevo in Italia, allora casa mia. Con una mamma cuoca, era una battaglia persa pensare di conquistare il palato di mio padre e mio fratello (dai gusti molto difficili) con un piatto di lasagne o qualunque piatto stella di mia madre. Quindi ho comprato l’Enciclopedia della cucina (sezioni Africa, Asia, Europa e Americhe) e ho iniziato a sperimentare.

Nel frattempo, quando le mie doti culinarie portavano ancora come risultato solo 1 successo su 10 tentativi falliti, andavo con amiche alla scoperta di ristoranti etnici a Bologna e dintorni.

Questo interesse è continuato e, nonostante adesso preferisco cucinare i piatti etnici piuttosto che assaggiarli al ristorante, ogni tanto mi regalo anche io una cena etnica. Ma, mentre un tempo a Londra o New Orleans era facile provare qualcosa di diverso (sia per le infinite scelte in città così grandi, sia perché qualunque ristorante era “etnico” per me italiana), qui in terra spagnola -anzi in un’isola lunga 40 km- può essere un po’ più complicato.

Per fortuna, tralasciando i vari ristoranti cinesi ed asiatici (da evitare), ce n’è uno che merita davvero: La Cayena, a Ciutadella.

Lo scoprii un po’ per caso nel 2013, cercando ristoranti da consigliare ai turisti, e mi stupì subito la loro pagina web e il menù.

Il ristorante ha aperto nel 2004 e il suo successo continua: i proprietari lasciarono Madrid e Saragozza per trasferirsi a Minorca e aprire un ristorante davvero carino, dove servono quella che definiscono “cocina viajera”. I piatti che propongono sono, infatti, ispirati ai luoghi del mondo che hanno visitato (mi sorprende vedere che sono da poco tornati da un viaggio di un mese in Sri Lanka con tanto di 3 figli piccoli a seguito!) e, come dicono loro, “fatti con tanto cuore”.

Il menù non è ampio (segno di qualità, anche perché specificano che i piatti vengono preparati al momento e quindi ci vuole il tempo necessario), ma potrete facilmente trovarvi di fronte ad un’ardua scelta, perché tutti sembrano squisiti (e lo sono!). La scelta migliore è andarci in gruppo, così potete puntare ai piatti “para compartir” e assaggiarne vari. Mi raccomando, prenotate perché altrimenti non troverete un tavolo libero, nemmeno in inverno! Il locale è veramente bellino, accogliente, con pochi tavoli, le classiche minorchine come sedie e ogni piatto diverso in colori e forma.

I prezzi non sono bassi, ma questo se si considera il costo della vita a Minorca, quindi per un italiano sembreranno molto abbordabili.

Ora la parte più interessante, i piatti! Solo alcuni però…non ho fatto in tempo a fotografare tutto!

 

 

 

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