Una notte sotto le stelle

Mercoledì è stato un giorno speciale.

Per la prima volta abbiamo passato un’intera nottata in spiaggia, con tanto di sacco a pelo, io e il Pescatore soli a Son Saura, sotto un cielo stellato e accompagnati dal solo rumore del mare.

Era la prima volta che dormivo in spiaggia a Minorca, non so perché ma non ci avevamo mai pensato prima, o meglio: il Pescatore aveva tentato di portarmi a fare qualche notte a pescare, prima in spiaggia, poi sugli scogli, ma sempre con l’intenzione di tornare a casa per le 2.

Nel 2011 aveva convinto anche mia cugina in vacanza: noi due ci eravamo messe ad “aspettare che i pesci abboccassero” sui lettini in spiaggia a Cala Galdana e, ovviamente, c’eravamo addormentate.

Un’altra volta, qualche mese fa, mi ero ritrovata a dormire sulle rocce dietro casa: mentre cercavo di combattere il sonno preparando le traduzioni per i miei alunni di spagnolo (proprio una cattiva idea), man mano che i miei occhi si chiudevano, io scivolavo sul fianco e il mio corpo guadagnava centimetri a contatto con le rocce nude – cosa che non mi sarei mai sognata di fare-. Sinceramente, non so come abbia fatto ad addormentarmi, se pensiamo alla varietà di animali che giravano nei dintorni.

L’ultima volta, invece, il piano era stato quello più romantico di andare a vedere le stelle per San Lorenzo, sempre a Son Saura. Peccato che però era stato un po’ il piano di tutti i minorchini di Ciutadella, perché ci siamo ritrovati in spiaggia con gruppi di adolescenti, famiglie con bambini, sedie e picnic e tanto di lampadine da campeggio. A mezzanotte avevamo visto più sogni che stelle cadenti, eravamo mezzi morti di freddo (c’erano 18 gradi ed era il 12 di agosto, e l’unica cosa che ci copriva era il telo di plastica di un ombrellone smontato –che ci crederete o no, scaldava davvero!-) e circondati da ragazzine che cantavano a squarciagola mentre si tuffavano in acqua nude –ecco, questo te lo puoi permettere a 16 anni, perché a quasi 30 lo fai e il giorno dopo ti ritrovi con febbrone a 40 o all’ospedale-.

Questa volta siamo venuti preparati.

Martedì notte, tornata dalla mia lezione di Aerial Yoga, mi sono trovata una buonissima pizza appena sfornata e “bagagli” pronti: 2 sacchi a pelo, 2 ombrelloni, borsa frigo con torta e bibite, lampadine, maglie termiche, teli da spiaggia e, ovviamente, attrezzatura da pesca.

Una volta in spiaggia, stavolta quasi da soli, abbiamo montato il nostro accampamento: ombrelloni per proteggere dall’umidità -molto più originali di una tenda, che, tra l’altro, 1) non abbiamo qui a Minorca 2) non è permessa dalla legge- che di fianco al mare è al 100%, tanto che c’erano 20 gradi e alla mattina gli ombrelloni gocciolavano. Circondati dal buio completo, solo una falce di luna che man mano ha iniziato a tingersi di rossiccio per poi tramontare all’orizzonte, la via Lattea era spettacolare. Siamo perfino riusciti a vedere un paio di stelle cadenti.

 

Non posso dire di aver dormito fino a mattina. Mi sono svegliata un paio di volte per la sabbia troppo dura e per l’assenza di un cuscino vero e proprio (il mio collo è un po’ pignolo). Ma è stato davvero stupendo vedere come i colori e le tonalità cambiavano con il passare delle ore, e come, improvvisamente, la luce ha iniziato ad aumentare, mentre il sole saliva dietro di noi. Il Pescatore si è addirittura lanciato in una nuotata mattutina, a me è bastato bagnare le gambe.

Pensavo di risvegliarmi il giorno dopo con raffreddore, placche, mal di schiena o torcicollo. Invece niente. Quasi come nuova, a parte le occhiaie, evidentemente il segno di una notte differente dal solito “dritto” di 8 ore su un comodo materasso

Tornati a casa, doccia, lezione di spagnolo, pranzo, siesta, poi qualche ora di spiaggia (il piano di fare Stand-up Paddle è saltato per via del vento a sfavore), prima di un aperitivo seduti vicino al faro a guardare il tramonto.

 

Era da tanto che non passavamo un giorno libero insieme per 24 ore e mi è sembrato lunghissimo (in positivo, ovvio), a differenza dei miei soliti mercoledì liberi in cui concentro tutto quello che non sono riuscita a fare durante la settimana.

Un giorno di vacanza qua a Minorca. Un giorno per innamorarsi ancora dell’isola e della sua natura.

Perché sì, Minorca è l’unico posto in cui ho mai vissuto, in cui mi posso sentire facilmente a casa e in vacanza allo stesso tempo.

Da ripetere al più presto, magari con cuscino e materassino!

Ah, se ve lo stavate chiedendo, non abbiamo pescato niente – il Pescatore si è dormito tutte le mangiate!

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3 pensieri su “Una notte sotto le stelle”

  1. Cara Alice, bello leggere i tuoi racconti, trasmetti benessere e un tocco D invidia.Mi sa tanto che ci vorrebbe una vacanza a Minorca😉.
    però nel frattempo continua a farci sognare con i tuoi racconti sulla tua isola che Nn c’è.. Ti auguro una buona notte!

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