Un’altra estate se ne va

La stagione è finita e da oggi sono ufficialmente in ferie – di nuovo! Anche quest’estate è volata, forse ancora di più di quella dell’anno passato. Sarà che quest’anno, dopo lavoro, avevo sempre il mio appuntamento fisso con lo yoga; sarà che i giorni liberi si passavano tra spiaggia e lezioni di spagnolo; sarà che c’era IL viaggio (e non solo) da organizzare. Insomma, da oggi ricomincio a respirare, anche se, per almeno 2 mesi, non mi dovrò sforzare a cercare cose da fare. Anzi, saranno 2 mesi intensi in cui non potrò neanche godermi la mia isola e la sognerò a distanza. Addirittura ho dovuto rinunciare ad iscrivermi al corso di catalano e tedesco, vista incompatibilità di orari.

Quindi mi scuso con tutti i lettori per non essere stata attivissima sul blog e per aver rinunciato ai vostri tanti inviti di caffè…ma io non ero qui in vacanza!

Per farvi ridere e sorridere un po’ e per chiudere questa “temporada dosmildieciseis” vi lascio con alcuni aneddoti del mio lavoro.

 

Questo post NON è un’opera di fantasia. Qualunque nome, personaggio, fatto o luogo menzionato NON è frutto della mia immaginazione e rispecchia fatti realmente accaduti.

 

  • sono stata scambiata per un pilota da un bambino il cui sogno era appunto quello di pilotare un aereo – unica ragione era la mia uniforme uguale a quella dell’equipaggio con cui era volato qui in vacanza -il mio scarso 1,60m non poteva di certo farmi scambiare per una hostess.
  • sono stata incolpata di varie cose, tra cui: “le zanzare mi hanno mangiata viva”, “i miei bambini non hanno fatto altro che piangere dal tanto annoiati che sono in questo hotel”, “noi abbiamo comprato sole e caldo, che cosa hai fatto al tempo” nei giorni di pioggia, “la mia camera puzzava di fogna all’una di notte quando siamo tornati (ubriachi) dal bar, ci hanno dato un’altra stanza ma non mi sentivo sicura a lasciare tutte le mie cose nella camera vecchia, quindi mio marito è rimasto e io sono andata a dormire nell’altra stanza. Non sono venuta in vacanza per dormire separata da mio marito (IO: signora, Minorca è il posto più sicuro di qualunque altro al mondo, in più ha chiuso la stanza a chiave…, LEI: si, ma la gente guardava e sapeva che non avrei dormito lì). Mah..
  • parlando con i colleghi del caldo eccessivo (comunque non tanto rispetto all’anno scorso), ho imparato che grammaticalmente ed eticamente “horses sweat, men perspire, women glow” secondo il mio collega 60enne, ma ci sono stati decisamente giorni in cui tutti noi abbiamo letteralmente “sudato come cavalli”.
  • ho visto inglesi seduti in piscina, con tanto di telo sulle gambe e braccia come coperta, bevendo cioccolata calda o caffè, perché soffiava tramontana e il tempo era inclemente…ma loro imperterriti non potevano abbandonare la piscina – una delle cose più importanti della vacanza.
  • ho avuto clienti dell’età di mia nonna (80) lamentarsi perché dopo le 10 di sera in ottobre, Ciutadella è deserta.
  • ho avuto amiche 60enni in vacanza, che piuttosto di mettere avanti le mani per proteggersi il viso da una caduta, hanno voluto salvare la terza coppa di vino in mano. Addirittura poi, essendo sotto farmaci ed essendo stato vietato loro l’alcool (dopo essersi aperte una gamba e un sopracciglio e avere una cinquantina di punti in totale) hanno deciso di regalarmi la bottiglia di vino che avevano nel frigo.
  • ho offerto aiuto psicologico ad una 40enne in vacanza con il fratello che, ubriaco e sotto farmaci, aveva litigato con lei, per cui lei aveva deciso di tornarsene a casa prima lasciandolo qui da solo. Era la sua prima volta all’estero ed era una persona molto ansiosa, tendenza ad attacchi di panico. Ecco, a quanto pare mi viene bene trattare con clienti psicologicamente disturbati o comunque tranquillizzare persone super stressate.
  • ho avuto clienti a cui è stata persa la valigia con tutti i documenti per l’acquisto di una casa qui a Minorca e, per quanto ne so, è stata dichiarata come dispersa dall’aerolinea perché non più localizzata.
  • ho ascoltato le confessioni di una moglie che, in vacanza con il marito forse malato di Alzheimer (mia supposizione), lo teneva a bada con bicchieri di brandy fino a quando non si sarebbe stancata (possibili idee omicide?)
  • ho cercato di rassicurare i genitori di una bambina che, mentre stava facendo il bagno nel jacuzzi dell’hotel, è rimasta scioccata perché i capelli sono stati aspirati dal filtro e dalla ventola dell’acqua e, in quel momento di panico, tagliare la chioma sembrava l’unica soluzione per liberarla (ecco, badate di aver sempre i capelli legati o con cuffia in un jacuzzi). Lo stesso giorno, in una villa dall’altra parte dell’isola, una bambina si è vista risucchiare la mano da un filtro della piscina e ha avuto bisogno di punti.
  • ho ricevuto la chiamata di una moglie che voleva tornare a casa due giorni dopo l’arrivo, perché aveva appena scoperto che il marito l’aveva tradita (di nuovo, visto che non era la prima volta, e lei sembrava essere consapevole di questa sua cattiva abitudine degli ultimi 10 anni).
  • ho dovuto cercare di convincere una moglie ad andare da un dentista, piuttosto di tentare lei stessa di togliere un dente dolorante al marito. Marito che, nel mese di vacanza qua a Minorca, è stato anche ammesso in ospedale per un’emorragia allo stomaco, cliente già compromesso in salute, con pace-maker, danni cerebrali e vari interventi al cuore. Nessun dentista voleva assumersi la responsabilità di estrargli questo dente, ma la moglie ha tentato per ben due volte di farlo da sola, in hotel.
  • nel penultimo giorno di lavoro sono riuscita, nel giro di un’ora, a “rompere” ben due macchine: la mia e quella del Pescatore. La mia era già da due settimane che dava problemi di centralina (spie inspiegabili, fatica ad accendersi) ed ero già intenzionata a portarla dal meccanico per il tagliando questo lunedì, appena finito di lavorare. Il mio sterzo ha però deciso di bloccarsi completamente nel bel mezzo di una rotonda a Cala’n Bosch. Per fortuna il Pescatore è venuto a riscattarmi e, mentre guidavo la sua Alfa, una gomma del meccanismo del finestrino ha deciso di rompersi e bloccarlo a 10 cm dalla chiusura. Almeno ci hanno lasciato il veicolo di sostituzione gratis!

 

Ed ogni giorno al Pescatore ne ho raccontata una dopo l’altra, ma queste sono quelle che mi sono rimaste più impresse e che, nonostante il caldo, la stanchezza, lo stress, insomma..nonostante tutto, mi fanno amare il mio lavoro e mi danno la grinta per continuare a fare quello che faccio, giorno dopo giorno.

Buone ferie a me: care colleghe, ci rivediamo ad aprile per un’altra stagione!

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4 pensieri riguardo “Un’altra estate se ne va”

  1. Gentile signora, il suo racconto mi conferma una mia impressione di sempre: lavorare la’ dove gli altri si divertono e’ una delle cose piu’ faticose di questo mondo. Si goda il suo meritatissimo riposo!

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