AUSTRALIA – Il viaggio: il Red Centre

La regione che si stendeva davanti a noi era una pianura aperta. Gli alberi proiettavano sull’erba scura strisce d’ombra e in quest’ora aranciata della sera gli eucalipti sembravano fluttuare sul terreno come mongolfiere ancorate agli ormeggi.

Le Vie dei Canti, Bruce Chatwin

Terminato il tour di Melbourne, la Great Ocean Road e Kangaroo Island, abbiamo preso un aereo per Alice Spring e siamo finiti nel bel mezzo del deserto australiano.

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Confesso che questa è stata la parte di viaggio che mi ha più affascinato: non tanto per le comodità del viaggio (è vero che avevamo un super camper a confronto degli altri mezzi usati fino ad’allora, ma c’erano anche 40 gradi all’ombra e una miriade di insetti inimmaginabili!) quanto per i paesaggi così diversi e spettacolari.

Trovando pochissime informazioni in italiano su internet (il blog Drive My Car è stato l’unico), ho consultato vari siti in inglese. Vi raccomando vivamente il blog di Amanda e Gary, due ragazzi di Alice Spring: il nostro viaggio è stato determinato principalmente dal tour da loro suggerito qui.

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Certo, mi sarebbe piaciuto tantissimo poterlo seguire alla lettera ma, come accennato per Kangaroo Island, le compagnie di camper –a meno che non si noleggi un 4×4-, vietano di percorrere strade sterrate. E quando si parla di strade sterrate nel Red Centre, parliamo anche di attraversamento di fiumi, sabbia e buche di mezzo metro! Non abbiamo quindi potuto percorrere il Mereenie Loop, ma è stato davvero un viaggio indimenticabile.

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La stazione di benzina di Curtin Springs, nel bel mezzo del deserto

Questi sono i consigli che mi sento di darvi prima di organizzare un tour nel Red Centre:

  • Prima di programmare il viaggio, considerate il periodo in cui vi recherete nel deserto: le temperature possono essere insopportabili! Noi l’abbiamo visitato la prima settimana di dicembre: tutti i siti seminano il terrore, parlando di disidratazione, affaticamento, addirittura morte tra gli escursionisti. Sì, è stato caldo, ma non ci è andata male: a parte il momento di uscire dall’aereo una volta atterrati, in cui sembrava di essere stati colpiti da un phon gigante, e il primo giorno –che però abbiamo passato alla guida del camper, con aria condizionata-, il resto delle giornate abbiamo avuto 35-38 gradi, mai con sole diretto, sempre nuvoloso. Poi, sarà che io ero un po’ abituata alle temperature estreme e mi ricordavo del caldo afoso di New Orleans (nel Red Centre, invece, c’è umidità pari a zero), e anche il fatto che ci siamo sempre alzati prestissimo per terminare le passeggiate alle 10 di mattina….beh, siamo sopravvissuti!
  • Prima di partire da Alice Spring, fate rifornimento di cibo e acqua: troverete sia un Woolworths, sia un Coles. Tutti i siti australiani che ho consultato raccomandano di bere almeno 1 litro di acqua all’ora, a persona. Al supermercato, i miei calcoli hanno indicato una quantità necessaria di 80 litri d’acqua, per 5 giorni: ecco, ne sono bastati la metà. Considerate, infatti, che tutti i campeggi hanno acqua potabile, magari non troppo buona di sapore, ma almeno potete riempire le bottiglie.
  • Programmate sempre di terminare le passeggiate entro le 11; le temperature si abbassano verso le 4 di mattina, non alle 19 di sera, quando il sole scende. L’ideale sarebbe quindi quello di alzarsi tra le 4 e le 5.
  • Se viaggiate in estate, il mezzo migliore da noleggiare è sicuramente un camper. Noi ci siamo affidati ad Apollo e ci siamo trovati benissimo, sia per la professionalità sia per gli accessori (avevo prenotato il Value Pack, che includeva la bombola del gas per cucinare, il conducente extra, lenzuola, tavolo e sedie da campeggio). Il nostro camper non aveva l’aria condizionata di notte (quella a 220V), ma almeno i finestrini laterali si aprivano (assicuratevi che ci siano le reti anti insetti) e siamo riusciti a dormire abbastanza bene. Essenziale è il frigorifero, per mantenere almeno l’acqua fresca.

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    Parcheggiati sotto l’unico eucalipto, a Curtin Springs

Ecco dunque il nostro viaggio!

1° giorno: Alice Springs – Kings Canyon (461 km)

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Ci vogliono più o meno 5 ore per raggiungere il Kings Canyon: non ci sono attrazioni lungo la strada, quindi datevi il cambio alla guida.

L’entrata al Kings Canyon/Wattarka National Park è gratuita.

Opzioni per il pernottamento: potete alloggiare a Kings Creek Station opure a Kings Canyon Resort. Io consiglio vivamente il secondo: siete dentro un resort (Kings Creek Station è nel mezzo del nulla), il costo dell’alloggio è lo stesso e siete vicinissimi al Canyon (7 km, invece che 30 km).

L’esperienza del Kings Canyon Holiday Park Campground è stata la peggiore di tutto il nostro mese in Australia, ma ve lo racconterò in un’altra sede. Dal campeggio c’è anche una passerella per vedere il tramonto.

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Saving tip
Evitate di pagare il wifi nel campeggio (5$ per un pass di 3 giorni, con limite di 100MB!): all’entrata del Kings Canyon è gratuito!

2° giorno: Kings Canyon – Uluru (321 km)

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La mattina dopo, svegliatevi presto (in estate, prima delle 5!) per raggiungere l’entrata del Kings Canyon. Sono disponibili varie passeggiate: noi abbiamo optato per la più lunga, la Kings Canyon Rim Walk (6 km) che abbiamo concluso in 3 ore. In estate il sentiero apre alle 5:30 e viene chiuso alle ore 9 quando la temperatura è prevista oltre i 36°. Non vi fate spaventare dai 1000 gradini di roccia iniziali: una volta arrivati in cima, il sentiero è pressoché piatto.

Riprendendo la guida verso Uluru, fermatevi a fotografare il Monte Conner dal lookout: è chiamato anche il finto Uluru, a quanto pare molti lo scambiano per il famoso monolite. Io, che di foto ne avevo viste il minimo, vi assicuro che non poteva essere confuso.

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L’entrata a Uluru-Kata Tjuta National Park costa 25$ a persona per 3 giorni (72 ore, vale l’ora d’entrata). Permette l’accesso al famoso Uluru e al meno famoso Kata Tjuta. Considerate che, tra Uluru e Kata Tjuta ci sono 50 km (1 ora di guida).

Opzioni di pernottamento: se volete essere il più vicino possibile all’entrata del parco, dovete soggiornare presso Ayers Rock: si tratta di un resort che offre varie opzioni: hotel, appartamenti, campeggio. Il resort è più grande e fornito di quello a Kings Canyon, con un supermercato, un “centro” con negozietti e benzinaio.

Saving tip
A Yulara c’è il wifi a pagamento, ma se avete comprato una SIM australiana, in realtà c’è ricezione.

Il tramonto è uno dei momenti magici, soprattutto quando gli ultimi raggi di sole illuminano il monolite, che cambierà improvvisamente di colore. E’ una delle attrazioni principali (insieme all’alba) per i turisti, tanto che troverete segnalati ben 5 postazioni in tutto il parco per vedere il tramonto. A me sarebbe piaciuto vederli tutti, ma per questioni ovvie di tempo ci siamo limitati a quello più vicino all’entrata (sunset viewing car parking).

3° giorno: Uluru

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Ogni mattina (ottobre-aprile alle ore 8, maggio-settembre alle 10) il parco organizza una visita guidata gratuita alla base di Uluru, la Mala Walk. La nostra non è stata proprio entusiasmante (colpa, credo, del ranger che, aihmè, era malato e non aveva tanta voglia di spiegare al pubblico).

Uluru è una roccia sacra alla popolazione aborigena: gli aborigeni sconsigliano vivamente la scalata del monolite, sia per rispetto, sia per motivi di sicurezza (quindi perchè farlo, dico io??). E’ allucinante pensare come sia il governo australiano a volere mantenere aperta la “Uluru climb”, sostenendo che, se fosse vietato scalarlo, nessun turista verrebbe più. E’ dimostrato come un terzo dei turisti che visitano Uluru decide di intraprendere la scalata, anzi, questo è proprio il motivo principale del loro viaggio nel Red Centre. Se questa percentuale scenderà al di sotto del 20%, la popolazione aborigena, a cui il governo australiano ha affidato la gestione del parco assieme a Parks Australia, provvederà a chiuderla.

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Potete anche scegliere la “Base Walk”, che noi abbiamo solo iniziato.

Nei momenti più caldi della giornata, potete tornare al resort, oppure visitare il Cultural Centre (aperto dalle 7 alle 18) per comprendere al meglio la cultura aborigena.

Saving tip
Il Cultural Centre vende una Guida completa di Uluru, tra l’altro molto interessante, al costo di 2$; potete risparmiarli scaricandola online qui.

4° giorno: Kata Tjuta – Alice Springs (465 km)

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Non avevo mai sentito parlare di Kata Tjuta prima di documentarmi per l’organizzazione di questo viaggio. Il nome significa “tante teste” e fa riferimento alla forma di queste rocce.

So che è uno sforzo, ma svegliatevi alle 4 e andate a vedere l’alba al Kata Tjuta Dune viewing point: da qui avrete una visione completa di queste rocce rotondeggianti.

La passeggiata più raccomandata è quella della “Valley of the Winds”. In assoluto, per me, la più bella del Red Centre proprio per i paesaggi. Sono 7,4 km che noi abbiamo completato in 3 ore: attenzione, però, che dovete iniziarla prima delle 11, ora in cui il Karu Lookout viene chiuso, sempre quando si prevedono più di 36°. Questo è anche stato il primo (e unico) momento in cui abbiamo sfoggiato le nostre retine antimosca sul cappello.

Se avete tempo (e non siete cotti dal sole), potete anche fare la passeggiata del Walpa Gorge, prima di rimettervi in strada verso Alice Springs.

Opzioni di pernottamento: ad Alice Springs avrete tanti campeggi tra cui scegliere: noi abbiamo soggiornato presso il Alice Springs Tourist Park, perché gli altri campeggi rimanevano più fuori città.

5° giorno: Alice Springs – Tylers Pass Lookout (179 km sola andata)

Questa è stata la parte più tranquilla del viaggio, visto il numero inferiore di chilometri da percorrere. Idealmente, io avrei preferito fare questa parte di percorso prima di vedere Uluru, ma con il limite orario del noleggio camper (dovevamo riconsegnare il camper entro le 16) non avremmo fatto in tempo.

Da quando avevo letto il sito di Travel Outback , mi aveva affascinato la possibilità di vedere Thorula, il cratere di una cometa. Sapevo che per raggiungere il cratere serviva un 4×4 ma speravo di poter vederlo almeno dal punto panoramico; tuttavia, avevo consultato varie mappe del Red Centre e nessuna concordava sul punto fino al quale la strada fosse asfaltata. Addirittura, ho chiesto informazioni all’ufficio turistico, ma nessuno lo sapeva con certezza, e al noleggio camper mi avevano detto che non potevamo oltrepassare il limite del fiume. Insomma, ero un po’ delusa.

Però ci siamo buttati (io un po’ spaventata all’idea che, se avessimo passato il fiume e poi fosse venuto a piovere, non saremmo più potuti tornare indietro!) e siamo riusciti a vedere il cratere!

Ecco che cosa potete visitare, tra l’altro tutto ben segnalato:

  • al km 24: Simpsons Gap
  • al km 51: Standley Chasm (a pagamento)
  • al km 88: Ellery Creek Big Hole, una piscina naturale a cui spesso si recano i locali: abbiamo visto 3 tedesche fare il bagno: io, sinceramente, non mi sarei mai buttata in acqua –era talmente calma e di un color marroncino che temevo che, come in un film horror, da un momento all’altro le ragazze venissero risucchiate da qualche mostro marino-. Confesso che questa è stata l’unica parte di strada non asfaltata che abbiamo percorso (dalla strada principale), ma erano solo 2 km.

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  • al km 99: Serpentine Gorge
  • al km 111: Ochre Pits, origine dell’ocra tuttora usato dagli aborigeni
  • al km 135: Ormiston Gorge: si tratta di una gola, da cui partono varie passeggiate: se prendete quella del Lookout (20 minuti) potrete avere una visione dall’altro della valle.

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  • al km 132: Glen Helen, l’unico posto dove potete alloggiare in un campeggio. Subito dopo attraverserete il Finke River, il fiume più vecchio del mondo, nel senso che ha mantenuto lo stesso corso per almeno 300 milioni di anni! Dico attraverserete, ma solo se il fiume non è in piena, dato che la strada passa dentro il fiume: un po’ come ad Alice Springs, dove la strada asfaltata entra direttamente nel letto del fiume; quando il fiume è in piena, c’è per fortuna un altro ponte da usare. Dal Mt. Sonder Lookout potete vedere il “fiume” e il monte Sonder.
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Finke River
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Il Todd River, secco, ad Alice Springs
  • al km 179: Tylers pass Lookout, il punto panoramico per vedere il cratere di Thorula.

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6 pensieri su “AUSTRALIA – Il viaggio: il Red Centre”

  1. Ciao, grazie per la menzione 🙂
    E’ vero: ma come si fa a confondere quel monte con Uluru?!?!? Al massimo ricorda più la Table Mountain, che però è Cape Town! 😀
    Ciao!

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    1. Sì, esatto! Figurati, grazie a te per i consigli. Che bello deve essere stato percorrere le “vere” strade rosse dell’outback! Comunque ti confermo che la Valley of the Winds è il sentiero più bello, la prossima volta non te lo perdere!

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