AUSTRALIA – Il viaggio: Sydney e dintorni

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Sydney è stata la nostra ultima tappa prima del ritorno a Minorca.

Avevo voglia di vederla, ma soprattutto avevo voglia di vedere mia sorella. L’ultima volta ci eravamo viste a casa, in Italia, per Natale, nel 2015, proprio un anno prima. Mi sarei aspettata di litigare e discutere, come sempre, invece abbiamo passato insieme 9 giorni senza MAI una discussione o una frecciatina. Lei si è presa le ferie per stare con noi e così abbiamo approfittato del suo tempo e della sua macchina per vedere posti fuori Sydney che neanche lei, in quasi 9 mesi in quella città (nei suoi ben 4 anni in Australia), aveva visitato.

La città di Sydney può essere tranquillamente visitata in una settimana: in questo caso vi consiglio vivamente di alloggiare in centro. Noi, infatti, eravamo ad un’ora in treno da Circular Quay ed inevitabilmente questo ha limitato le cose visitate, tanto che abbiamo passato solo 3 giorni in città, il resto siamo andati alla scoperta dei dintorni (tutti a 1-3 ore di macchina).

Dedicate dunque alcuni (o più, se potete) giorni ad esplorare il centro di Sydney: partite dall’Opera House e dai Royal Botanic Gardens accanto; attraversate a piedi l’Harbour Bridge per una vista completa della baia fino al Wendy Whiteley’s secret garden e al Luna Park.

Saving tip
Tutti i giorni alle ore 10:30 viene organizzata una visita guidata gratuita dei Royal Botanic Gardens.

Se avete un debole per i mercatini d’artigianato, visitate the Rocks markets il sabato o la domenica, a mio parere molto più interessanti dei Paddy’s markets. Il mercato del pesce mi ha un po’ deluso, forse perché mi aspettavo di vedere tutti i retroscena come a Londra, ma abbiamo scoperto che per farlo bisogna prenotare una visita guidata a 35$. In compenso, è il posto ideale per un pranzo a base di pesce freschissimo a prezzi davvero economici.

Per una cena in ristorante, scegliete una serata a Darling Harbour, dove troverete ogni tipo di cucina. La baia illuminata la sera ha tutto un altro effetto.

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Per muovervi in città potete comprare una OPAL, una tessera dei trasporti da utilizzare su treni, bus e traghetti, che ha un costo fisso di 5$, da ricaricare con credito. Il massimo giornaliero che vi verrà scalato è di 15$ (già, non poco).

Una volta visto il nucleo di Sydney, è ora di esplorare i dintorni.

Bundeena e il Royal National Park

A mezz’ora a sud di Sydney troverete questo tranquillo paesino con tanto di spiaggia, nel bel mezzo di un parco naturale. Bundeena è anche il punto di partenza della Coast Track, un percorso di 26 km lungo la costa fino ad Otford. Noi ci siamo limitati ai 5 km della Jibbon Beach Loop Track, che oltre ad offrire punti panoramici passa attraverso una zona di incisioni aborigene e la spiaggia di Jibbon. Bundeena è l’unica spiaggia australiana in cui ho fatto il bagno (se bagno si può chiamare quello di immergersi fino alla vita per 20 secondi, un po’ per l’acqua gelida, un po’ per la fobia delle bestie mortali -squali ma anche possibili pesci o meduse killer-).

Bondi – Coogee

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Il percorso tra Bondi e Coogee è uno dei più raccomandati dalle guide: si tratta di 5,5 km percorribili a piedi in 2 ore e mezza o più, a seconda di quante volte vorrete fermarvi a scattare fotografie. Mi aspettavo un sentiero di terra battuta, invece qui è tutto asfaltato e talmente frequentato che bisogna stare attenti a farsi scansare dai runner.

Partite da Bondi, la classica spiaggia australiana dove tutti sono accompagnati da tavola da surf e –chissà come- incuranti del freddo e del vento che soffia senza sosta.

Passerete dunque per Tamarama Beach, famosa location per matrimoni in spiaggia, Bronte Beach, il cimitero di Waverley, Gordon’s Bay (una delle poche spiagge che mi ha ricordato –per i suoi colori- Minorca) fino a Coogee Beach. Qui fermatevi al Coogee Pavilion per uno snack o un gelato, prima di tornare a Bondi.

Blue Mountains

A qualche ora da Sydney, il paesaggio cambia completamente e si passa da famose spiagge e città trafficate a montagne, boschi di eucalipti e cascate. Per chi non lo sapesse, le Blue Mountains prendono il loro nome dal colore che sembrano assumere grazie all’olio che evapora dagli eucalipti che ricoprono quelle montagne. Con molta immaginazione, sì, erano bluastre.

In giornata ci siamo recati a Katoomba, il cuore delle Blue Mountains. Ci sono infinite possibilità di escursione che partono dal punto panoramico Echo Point, da cui si possono ammirare le Three Sisters.

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Saving Tip
Il parcheggio è caro (4$ all’ora) ma potete parcheggiare gratis poco prima che inizi la zona a pagamento: sono 10 minuti in più di camminata.

Prima di scegliere quale passeggiata fare, siamo entrati nell’ufficio turistico per chiedere quale ci convenisse per motivi di tempo. Per una come me amante delle mappe, immaginatevi la mia faccia di disapprovazione di fronte all’impiegato che non mi voleva lasciare una mappa in carta semplice, se non dietro pagamento. Abbiamo optato per quella che si dirigeva fino alle cascate di Leura, passando anche per l’Honeymoon bridge e la Giant Stairway. Un sentiero completamente diverso dai precedenti, in mezzo al bosco di eucalipti, terminato con un picnic veloce prima di tornare indietro sullo stesso sentiero, minacciati dalla pioggia.

Jervis Bay

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Summercloud Bay

Questo è stato il posto più lontano che abbiamo raggiunto: quasi 3 ore in macchina da Sydney –per noi abituati a un’isola di 50 km, sono sembrati infiniti, tanto da metterci a giocare al gioco “nomi, cose, città” con tutte le lettere dell’alfabeto, categoria “nomi di frutti in inglese”-. Ecco.

Jervis Bay si trova all’interno del Booderee National Park, per cui si paga un’entrata di 11$.

Non si tratta di un’unica spiaggia, ma di una baia che comprende varie spiagge, a cui si accede dalla strada principale e poi camminando per 5-10 minuti.

Un consiglio: scegliete di recarvi alle spiagge che hanno il vento a favore; come a Minorca, se soffia vento da nord, andate a sud, e viceversa. Su consiglio di un locale, abbiamo visto anche Summercloud Bay, ma vi avviso che nessuna cartina la pubblicizza (un motivo ci sarà).

Manly

L’ultimo giorno in terra australiana lo abbiamo passato a Manly. Manly si raggiunge in traghetto da Circular Quay e offre la famosa “Scenic Route”.

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Saving Tip
Ci sono due possibilità con il traghetto: potete prendere il Fast Ferry dal Wharf 6, che dura 18 minuti al costo di 8,70$ oppure usare la OPAL (costo normale di un ticket, in questo caso 7,18$ o meno se avete già raggiunto il limite giornaliero) sul traghetto normale che parte dal Wharf 3 e ci mette 15 minuti in più.

L’unica cosa che mi ha deluso di questa passeggiata è che è segnalata in modo pessimo – non a caso ci siamo persi più volte e se non fosse stato per qualche gentile passante, saremmo ancora lì.

Le viste della baia di Sydney dal traghetto sono spettacolari.

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Ci sono sostanzialmente due percorsi che cominciano proprio dal terminal del traghetto: quello fino a Split Bridge (10 km) e quello circolare per il North Head Sanctuary e la spiaggia di Manly (9,5 km). Vista la previsione di 30 gradi, abbiamo scelto il secondo, più breve, anche per evitare di dover poi prendere autobus per tornare al punto di partenza.

Se scegliete questo percorso, arrivate fino al Fairfax Lookout: anche da qui la panoramica del CBD merita.

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Una volta tornati in spiaggia, ci sono tantissimi posti dove fermarvi a mangiare: il migliore Fish&Chips lo trovate da “Manly Fish market”, non a caso la scelta di tutti i locali.

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