AUSTRALIA – Considerazioni di viaggio

1 continente
4 Stati attraversati
9 voli presi
10 specie di animali incontrati
28 kg di bagagli
30 giorni in terra australiana
270 giorni di preparazione viaggio
974 scatti fotografici
3700 km percorsi alla guida
7000€ spesi
Infinite esperienze indimenticabili

 

A 3 mesi dal ritorno dall’Australia, mi accingo solo oggi a scrivere alcune considerazioni del nostro viaggio: un mese in terra australiana, dall’altra parte del mondo.

Del viaggio in sé, vi ho parlato più in dettaglio qui, con tanto di collage di foto. Oggi voglio raccontarvi quello che mi è rimasto dell’Australia, mie considerazioni e pensieri su questa terra lontana.

Il viaggio in Australia mi ha aperto gli occhi: difficile pensare che, dopo un mese di avventure, io sarei tornata a casa uguale a prima.

 

tower-hill-foto-intervista_logo

Innanzitutto ha smontato molti dei miei stereotipi e miti su questa terra.

Pensavo che il deserto fosse una distesa di sabbia rossa: e invece c’erano alberi con foglie verdissime, cespugli e montagne.

dsc04704_logo

Pensavo anche che il cielo notturno, soprattutto in mezzo al deserto, fosse uno spettacolo per gli occhi: ma ho visto cieli più belli di notte, in spiaggia, a Minorca.

L’incontro più scioccante è stato quello con gli aborigeni ad Alice Spring: dalla pelle così scura, ma con tratti somatici peculiari, così diversi dai neri africani, alcuni addirittura biondissimi. Vestiti da occidentali, camminavano senza meta per le strade della città o si riunivano dentro al centro commerciale. Mi hanno fatto tanta tristezza e, confesso, paura. Per non parlare delle due signore sedute per terra in uno studio artistico di Ayers Rock, a dipingere i quadri che i turisti compravano. La commessa ha portato loro un piatto di carta con il pranzo: mi è sembrata la legalizzazione della schiavitù di questa “razza” a cui è stata strappata via la terra con violenza, violenza tra l’altro gratuita fino a pochi anni fa (quando era legale sparare in strada ad un aborigeno, senza motivo).

L’Opera House di Sydney me l’aspettavo più grande; mi ha fatto strano pensare che la città fosse su una baia di acqua salata, cioè vedere i ponti e i traghetti e pensare che l’acqua che si vedeva non era un fiume –come ero stata abituata sempre fino ad ora. Mi ha stupito vedere come, in realtà, non c’erano tanti turisti, come può essere a Londra. Così come mi ha fatto strano vedere la città vuota, nel senso con grandi spazi, ma non “riempiti di cose, attrazioni”.

Insomma, niente è stato come me lo avevo immaginato: non avevo visto fotografie proprio per non rovinarmi la sorpresa ma anche per non avere aspettative.

dsc04358_logo

Il viaggio mi ha anche cambiata dentro: mi ha sbattuto in faccia la realtà con violenza e ho realizzato che mi stavo accontentando della nostra relazione, mia e del Pescatore. E la parola “accontentarsi” l’ho sempre esclusa dal mio vocabolario di vita. Scendere a compromessi, semmai, ma MAI accontentarsi. Fino a quel momento continuavo a ripetermi che le cose sarebbero solo migliorate (perché peggio di così dove si poteva andare?), che forse quello che dovevo fare era proprio prendermi cura di una persona che stava passando un momento di crisi, che potevo ancora aspettare il giorno del vestito bianco, che la cosa più importante era stare insieme e sostenersi a vicenda. Peccato che io non mi sono più sentita sostenuta e, di conseguenza, terribilmente sola a reggere il peso di un cuore infranto e di un altro in bilico.

E’ stato un mese difficile, perché quando si viaggia in due, bisogna sempre cercare di conciliare i desideri di entrambi, ed è vero che nessuno di noi due ama i musei, ma io, magari, qualche tour lo avrei fatto volentieri.

Ho capito che il campeggio può essere divertente quanto vuoi, ma ti mette veramente alla prova e, per quanto io sia una persona che si adatta facilmente, non fa proprio per me. Dopo infatti 3 settimane sono stata davvero contenta di avere un letto (anche solo un materassino gonfiabile) in casa di mia sorella.

img_20161121_191437_logo

E’ stato un bel viaggio, nel complesso? Sì. Lo rifarei? Sì. Con la stessa persona? Credo di sì. Ma l’Australia non è il posto dove voglio vivere per sempre.

Ho sempre sognato l’Australia fin dalle superiori: sfogliavo i cataloghi di EF e mi si illuminavano gli occhi a pensare a quella terra così lontana; la immaginavo enorme e così diversa da quello a cui ero abituata. Mi aspettavo paesaggi da sogno, spettacolari, dove il protagonista principale fosse la natura. E in questo non mi ha delusa, perché abbiamo infatti concentrato il viaggio sulle mete più importanti e famose dal punto di vista naturalistico: la Great Ocean Road, Kangaroo Island, il Red Centre e i dintorni di Sydney.

Se dovessi usare un solo aggettivo per descriverla, direi che è IMMENSA: immensità è, infatti, la sensazione che mi ha trasmesso. Quello spirito di guardare l’orizzonte e non vedere una fine.

Ma sono talmente abituata adesso alle spiagge di Minorca, all’acqua cristallina, ai colori di questa terra, alle scogliere a strapiombo sul mare, alla pace che trasmette quest’isola, che vi confesso che mi cade un mito. Oppure, detto con le parole di una mia amica che ha vissuto a Minorca e ha visitato la Nuova Zelanda: “Australia no es para tanto”. Ed è tremendamente vero. Non riesco proprio a capire l’entusiasmo e il fascino con cui gli italiani che ci vivono circondano il nome “Australia”. Perché io questa sensazione non l’ho avuta. Abituata a tanta bellezza qui a Minorca, in questa minuscola isola a confronto del continente australiano, sono stata contenta di tornare a casa mia, convinta di aver scelto un posto fantastico per viverci.

Questo non significa che non sia da visitare! E’ sicuramente una meta da aggiungere ai vostri viaggi e io sono contentissima di averla vista: è però una destinazione costosissima e per raggiungerla ci vogliono tantissime ore di aereo. Il mio consiglio? Andatela a scoprire con un visto Working Holiday, davvero! Avrete molto più tempo per vederla e guadagnerete i soldi sufficienti per viaggiarla tutta. E forse, visti i requisiti del visto, sarete nell’età giusta per apprezzarla e ancora forse, non avendo già visto tanto mondo, vi piacerà tanto da pensare di poterci vivere.

Annunci

3 pensieri riguardo “AUSTRALIA – Considerazioni di viaggio”

  1. Capisco i tuoi pensieri sull’Australia. E anche io ho difficoltà a capire il fascino che gli italiani che vivono lì esprimono su questo Paese. Forse uno deve veramente viverci per capirla. Sono stata in vacanza lì per solo 5 settimane, probabilmente troppo poco per apprezzarla, ma abbastanza per avermi stancata e delusa, pensa che alla fine ho cambiato i biglietti dell’aereo per andare via prima. E mica tornavo in Italia, già abitavo in Svezia e scegliere di anticipare il ritorno nella fredda Svezia pur di non rimanere lì dice abbastanza di come l’abbia vissuta :-).

    Mi piace

    1. Sí, in effetti… Non so, sarà che ho vissuto in altri posti che secondo me meritano di più dell’Australia. Il ragazzo di mia sorella venera l’Australia ma il motivo principale per lui è fare soldi, pur di lavorare di notte o 14 ore al giorno. Io,mi spiace, non ne ho voglia. Forse dipende proprio dall’età e dalle priorità di ciuascuno, perché ogni luogo ha aspetti negativi e positivi.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...