Essere donna, single, a 30 anni (e a Minorca)

 

Il principe azzurro arriva quando si è impegnate a essere felici.

Cit.

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Ormai è un dato di fatto. Sono single da qualche mese (anche se la maggior parte della mia famiglia ne è all’oscuro – il bello di vivere all’estero e di usare uno pseudonimo) e dovrei essere la donna più felice di questo mondo.

Sì, perché ci hanno fatto credere che essere single è fantastico: indipendenza, tempo per noi stesse, scappatelle con chi ci pare, e libertà. Le nostre amiche hanno cercato di risollevarci il morale convincendoci che questa è una grande occasione per riprendere in mano la nostra vita, per divertirci un po’, per capire cosa ci piace e per fare quello che vogliamo senza dover rendere conto a nessuno.

Forse valeva per quando eravamo alle superiori o all’università e avevamo tantissimo tempo davanti.

Perché in realtà, quello che nessuno sa –fino a quando non ci si ritrova- è che rimanere single a 30 anni, per noi donne, fa proprio schifo, per non dire che sia una DISGRAZIA.

Per varie ragioni.

 

1) L’orologio biologico che continua a ticchettare

E’ scientificamente dimostrato che l’età massima per avere figli è di 35 anni. Dopo quell’età si possono ancora avere figli, ma le possibilità calano drasticamente ed aumentano invece progressivamente malattie e malformazioni del feto. Se mai dovessi riprendermi da questa storia e quando/se mai sarò disposta ad aprire il mio cuore ad un altro uomo, dovrò ricordarmi che 30 anni li ho già compiuti e ne mancano pochissimi allo scattare dei 35.

Se fossi così fortunata da trovare un possibile uomo della mia vita nel prossimo anno, dovrò pure conoscerlo abbastanza prima di decidere di sposarlo e farci dei figli. Se con il Pescatore ci ho messo 3 anni di convivenza (più 4 di conoscenza) per vederlo come uomo con cui passare il resto della mia vita, fate un po’ di calcoli…il tempo stringe e queste cose mica si possono forzare.

 

2) La concorrenza e la “vecchiaia”

Va bene che, grazie allo yoga e alla corretta alimentazione, sono più in forma di quando avevo 20 anni, ma tra una trentenne prossima alla decadenza fisica e con gli ovuli ormai contati e una giovane ragazza nel pieno del vigore fisico, un uomo guarderà più volentieri una 20enne o me?

Per non parlare della “resistenza” fisica – io non ho più l’età per stare sveglia dopo mezzanotte, a quell’ora crollo sul divano e, se dovete portarmi fuori a cena (perché io non vivo più d’amore, ho bisogno di mangiare e 5 volte al giorno!), fatelo con orari italiani.- Non pensate nemmeno che io possa uscire mezza nuda in una serata d’estate se le temperature non superano i 30 gradi: io, il giorno dopo, sono a letto ammalata.

Ecco, a 20 anni lo facevo anche; ora le 20enni le guardo e penso: “ah, sono ancora giovani!”.

 

3) Le occasioni per conoscere persone interessanti (e possibili uomini della propria vita) sono quasi nulle, perché ormai si è entrati nella routine casa-lavoro-palestra-hobby consolidati, dove si vedono sempre le stesse persone, soprattutto in quest’isola. Non è più come quando avevamo 20 anni e uscivamo in locali nuovi ogni sabato. Ora il sabato si lavora o si fanno cene con amici -ovviamente già tutti accoppiati.

 

4) La routine e la difficile vita di casa da single

Ci eravamo rese indipendenti, eravamo andate a vivere insieme al nostro compagno, l’affitto e le spese si dividevano (o si aveva fatto un conto in comune, come nel mio caso) e le mansioni di casa anche.

Ora che è finita, che si fa? A 20 anni sarei tornata, forse con un po’ di vergogna, a casa dei miei.

Oggi come oggi, dopo 12 anni di convivenza fuori dalla casa dei miei genitori, non lo farei mai, soprattutto per la mia salute mentale! Quindi prendo in affitto una casa, arrivo a malapena a fine mese perché le bollette sono le stesse ma le pago da sola, e mi tocca affittare le camere in più per poter poi sopravvivere in inverno senza un lavoro.

In estate, quando lavoro, in casa sembra sia scoppiata una bomba; pulizie, lavatrici, stiro (ahimè, nessuno che mi stira più tutte le camicie della divisa – io ero abituata bene!), spesa e preparazione pranzi per tutta la settimana, occupano il giorno libero.

Per non parlare delle piccole riparazioni che, purtroppo, da sola non sai fare (perché non hai mai imparato in 10 anni che vivi fuori di casa, visto che il moroso di allora le faceva per te).

 

5) Gli uomini 30enni, disponibili, in cerca di una storia “seria” (e dico “seria” perché gli altri, sì ci sono, ma guardano le 20enni-vedi punto 2), sono praticamente inesistenti. –Se sono single a 30 anni, ci sarà un motivo, no?

In questa fascia d’età sono tutti fidanzati/sposati/divorziati e/o con figli e, mi spiace, io il ruolo di amante/madre adottiva non lo voglio proprio, anche perché vorrei trovare qualcuno con cui formare una “mia” famiglia e non voglio iniziare una storia già “complicata” da figli.

Se poi il bacino a cui rivolgersi è quello di un’isola lunga 50km, in cui, si sa, la maggior parte delle persone che ci vivono tutto l’anno è minorchina (dai tratti somatici tendenzialmente bruttini, mentalità chiusa e a volte con ritardi mentali per gli accoppiamenti tra parenti nel passato o l’uso pesante di cannabis– sì, Minorca è anche questo), beh, le possibilità di trovare qualcuno sono quasi impossibili.

Poi, con l’età, ammettiamolo, siamo diventate sempre più selettive e certe cose non le tolleriamo proprio, non come a 20 anni, quando ci andava bene tutto.

 

 

Quindi, in tutto questo, se c’è qualche uomo single là fuori, pazzo abbastanza da pensare di trasferirsi qui, che si faccia una vacanza sull’isola e si guardi intorno.

 

PS 1: Non sono qui ad aspettare disperatamente il principe azzurro, piuttosto tengo gli occhi ben aperti mentre continuo il mio cammino. Sono convinta che, quando meno me lo aspetto, me lo ritroverò proprio davanti – all’improvviso, come tutte le cose nella mia vita-.
E io, al momento, sono felice.

PS 2: care colleghe e amiche, questo mi sembra un modo molto più carino per lanciare un appello al genere maschile, piuttosto che creare un profilo su Tinder. Che dite?

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3 pensieri riguardo “Essere donna, single, a 30 anni (e a Minorca)”

  1. Certo che sei un tipo… Hai magari in mente – intanto che ti guardi intorno – di scatenare una qualche rivoluzione? Anch’io sono stato a Minorca, e mi sono innamorato dell’isoletta, pur con le limitazioni che impone (nulla a che vedere comunque con i luoghi dove ho vissuto in cui alle due di notte faceva irruzione la polizia armi in pugno alla ricerca di terroristi o narcotrafficanti… erano anche altri tempi e gli anni pesavano meno sulle spalle).
    Io da un po’ ho in mente di abbandonare – almeno part-time all’inizio – l’Italia, ho il doppio dei tuoi anni e fortunatamente dal punto di vista lavorativo mi posso gestire piuttosto bene.
    Sarei dovuto essere nell’isola in questo periodo, ma purtroppo ho dovuto rimandare, ed il primo periodo che posso programmare è a settembre (anche perchè non amo particolarmente le “Rimini all’ennesima potenza”). Chissè che ci si possa incontrare per una chiacchierata e qualche “dritta” sulla vita locale. Ciao e… come principe azzurro sono un po’ troppo grigio, anche se sono arrivato alla mia età single e senza figli: ho avuto altro da fare che mi ha tenuto piuttosto impegnato.

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    1. Alberto, ma quale rivoluzione!?!?che alla fine, ci saranno anche tante persone che si sono innamorate di Minorca ma pochissime hanno il coraggio – o la pazzia – di trasferirsi qui. Comunque…magari fosse così facile: ho una checklist interminabile da superare per il mio principe azzurro, sarà una dura impresa incontrarlo!

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