Fang i Aram

Ho sempre avuto il colesterolo alto; fin dall’adolescenza, nonostante evitassi la maggior parte degli alimenti che ne contenevano in quantità elevate, gli esami riportavano un valore superiore al 200. Grazie papà.

Tuttavia, la pressione si manteneva molto bassa, e quindi non mi sono mai preoccupata più di tanto.

Saranno i 30 che si avvicinano, saranno le cucine americana e inglese degli ultimi anni, sarà che non sono mai entrata in una routine alimentare che mi permettesse di seguire una “dieta” equilibrata e sana (orari lavorativi troppo mattinieri o lavorare fino a mezzanotte, se non con turni notturni, non aiutano), sarà lo stress accumulato durante l’ultimo anno a Londra; fatto sta che la mia pressione minima mesi fa si avvicinava ai 100. Senza fumare né bere alcool. E questo non va bene.

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Cala Pilar

Sapevate che nelle Baleari il giovedì e il venerdì santo, oltre che Pasqua e Pasquetta, sono considerati festivi??

Questo significa che, per chi lavora in orario “normale”, la settimana scorsa c’è stato un ponte lunghissimo! Considerando che adesso per i minorchini non è momento di ferie (per i più fortunati la stagione è appena cominciata, altrimenti, la maggior parte è ancora in disoccupazione e non ha soldi per andare in vacanza), quale momento migliore per escursioni o spiaggia? Soprattutto con le temperature a favore.

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Pulpo a la gallega

Pulpo a la gallega, Spagna

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Non sono un’amante del polipo. Almeno, non lo ero fino a quando ho assaggiato il Pulpo a la gallega nel mio ristorante preferito di cucina galiziana qui a Ciutadella. Forse perché l’unica proposta in Italia che avevo mai provato erano pezzetti gommosi in un’insalata di mare che ispirava poca fiducia e ancora meno freschezza. In realtà, credo che il più buono che abbia mai gustato sia stato ad Agaete, in uno dei tanti ristoranti di pesce durante il mio soggiorno alle Canarie.

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La Vall (Es Tancats)

La Vall


Sembra che l’inverno abbia deciso di lasciare l’isola. Dopo pochi giorni dall’inizio ufficiale della primavera, la pioggia e la tramontana si sono calmati, e, complice il cambio d’orario favorevole, ora splende finalmente il sole.

Avete idea di quanto sia difficile progettare un orto e un giardino in una casa nuova, senza sapere da che parte batte il sole e in che ora della giornata? Fondamentale, visto che per i prossimi mesi ci saranno SEMPRE il sole e i 30 gradi che caratterizzano l’estate di Minorca, che possono compromettere la nascita e la crescita di verdure.

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Hummus

Hummus di ceci, Libano

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Questo è diventato uno dei miei piatti preferiti, soprattutto da quando ultimamente mi sono avvicinata alla cucina sana, vegetariana e vegana (non che lo sia, lo faccio più che altro per il mio colesterolo).

Avendo in casa ogni genere di legume secco, per variare le portate, adoro preparare i ceci sotto forma di hummus, che considero proprio come una portata, perché, anche se pensato come antipasto con carote, finisco per spalmarlo su pane e crostini, diventando così protagonista del pasto.

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S’Amarador

Non mangio spesso fuori casa. Non che non mi piaccia sedermi a tavola e, per una volta, farmi servire i piatti elaborati con cura. Anzi.

Il fatto è che, anche se non ho mai lavorato personalmente in una cucina, di ristoranti negli hotel ne ho visti parecchi e ho assistito a scene che nessun commensale vorrebbe sentirsi raccontare. Quindi, per evitare di ricordare questi dettagli -dove l’igiene è un optional- e gustarmi a pieno i piatti, preferisco cucinarmeli.

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Paella di pesce

Paella di pesce, Spagna

 

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La prima volta che assaggiai questo piatto ero – indovinate dove? – in Spagna, precisamente a Valencia, patria della paella valenciana. Passeggiavamo per il lungomare, verso le 8 di sera, quando tutti gli spagnoli si riunivano nei bar per le loro tapas, mentre il nostro stomaco non si era ancora abituato agli orari spagnoli. Non c’era da stupirsi, quindi, che il ristorante fosse quasi vuoto. Questo, però, voleva anche dire che non era un posto da turisti. La paella di pesce fu, infatti, deliziosa, e il giorno dopo, al mercato, comprammo la nostra prima paellera con tanto di fornello.

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Seconda stella a destra..

Dicen que nunca se olvida el momento de arribar al paraiso.

Pasaje a Tahití

Questa è la sesta volta che arrivo a Minorca. La prima, traumatica, nel 2010, con un aereo da Barcellona alle 7 di mattina, in un 1° di maggio indimenticabile.

La seconda, a maggio 2011, con l’Alfa, un viaggio interminabile perché era la prima volta che guidavamo per così tante ore e, per me, la prima in cui avrei preso un traghetto, sfidando il mal di mare. La terza, aprile 2013, questa volta con la mia macchina, preparati con cibo e cd di musica per ingannare il tempo. La quarta, 2014, in aereo da Londra circondati da pensionati inglesi, per la prima volta in vacanza a Minorca a giugno, desiderosi di sole e spiaggia. La quinta, con un aereo con scalo a Barcellona, a gennaio 2015, un po’ pazzi e intenzionati a vedere Minorca d’inverno, per innamorarcene definitivamente oppure odiarla.

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Il paradiso esiste davvero