Che ne è stato dell’estate?

Otto mesi di silenzio sul blog.

Cari lettori, vi chiedo scusa per questa lunga pausa ma avevo talmente tante cose da dire e talmente poco tempo, che ho preferito il silenzio e qualche foto sui profili Instagram e Facebook per assicurarvi che sì, sono ancora viva e sì, sono ancora sull’isola.

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La mia Berlino

Io ho ancora una valigia a Berlino.
Marlene Dietrich

Vi avevo promesso un post su Berlino e, a un mese dal mio ritorno in terra minorchina, finalmente sono riuscita a scriverlo.

Un mese che, come sempre, è volato, facendomi rendere conto ancora una volta che il tempo ci sfugge dalle mani, soprattutto quando diventiamo grandi -per non dire che invecchiamo-.

Il mio ritorno a Minorca è stato emozionalmente intenso.

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There is no normal

Chi decide cosa è normale? La normalità è un’invenzione di chi è privo di fantasia.
Alda Merini

L’anno scorso, in piena pandemia, partecipando ad una di quelle catene che personalmente odio (perché per me sono perdita di tempo, che preferisco impiegare altrove, ma d’altra parte eravamo appena entrati in lockdown e non avevo ancora stabilito una routine), ho taggato una mia ex compagna delle superiori. A dire il vero, era la mia migliore amica al liceo.

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Quello che ho imparato di Berlino

Berlino: qui sono straniera e tuttavia è tutto così familiare. In ogni caso non ci si può perdere: s’arriva sempre al muro.

Il cielo sopra Berlino

Quattro.

Quattro sono i mesi necessari per imparare a conoscere un luogo nuovo, instaurare una routine e non sentirsi più completamente persi, tanto da iniziare a godersi il momento.

Quattro mesi per adattarmi ad una città che non avevo mai visitato prima, un’esperienza che ha presupposto un cambio di lingua, casa, lavoro, amici e conoscenze, abitudini.

Se ci riflettete, è una tempesta alquanto forte, visto che coinvolge tutti gli aspetti fondamentali (se non primari) della vita di una persona. E il cambiamento è sempre sconvolgente, che si abbia più o meno capacità di adattamento e che ci si sia abituati.

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Notizie da Nord

If it doesn’t challenge you, it won’t change you.
Fred DeVito

L’aria profuma di fiori.

È primo pomeriggio e ci sono 25 gradi, cosa che non mi aspettavo per niente qui a nord. Ma alla mattina le temperature sono più fresche e una leggera brezza muove le foglie degli alberi frondosi in cui si rifugiano uccellini che cinguettano. Un canto che si affievolisce man mano che mi avvicino alla strada principale, dove il campanello dei tram, le sirene delle ambulanze e le porte di chiusura dei treni scandiscono un ritmo ancora nuovo per me.

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Nuovi progetti, nuovi inizi

Dream big. Don’t let anybody make you believe you need to choose and give up some of your dreams as you can’t realise many at the same time.

Non mi sono mai piaciuti gli addii.

O meglio.

Ogni volta che facevo le valige era perché ripartivo verso nuove mete, alla ricerca del luogo da chiamare casa. Prima Spagna, poi Stati Uniti, poi Inghilterra.

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Paesaggi insoliti a Minorca: i macar

Si tende a pensare a Minorca come ad un’isola di sole spiagge di sabbia: in realtà vi sorprenderà scoprire alcuni paesaggi più insoliti come i macars o codolars.

I macars sono le spiagge formate da pietre di forma rotondeggiante (i macs, appunto, in catalano) per l’effetto erosivo del mare. Questo tipo di spiagge si trova ai piedi delle scogliere della costa nord di Minorca, dove durante le tempeste, soprattutto con la tramontana, la forza delle onde colpisce in modo continuato le rocce cadute, tanto da ottenere queste pietre dalla forma ovoidale. Parliamo di un processo di lunghissimi anni, tanto che alcune sono state levigate così bene da avere contorni molto definiti e rotondeggianti.

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Luoghi segreti di Minorca: i barrancs

Se c’è una cosa che mi sorprende di Minorca è che l’isola, pur essendo così piccola, racchiude paesaggi diversissimi tra loro che io, dopo ben 10 anni di vita minorchina, sto ancora scoprendo.

Qui vi parlo dei barrancs, ovvero le gole (o canyon) formate dall’erosione di corsi d’acqua, di grande valore ecologico e paesaggistico, per la flora e la fauna endemica che racchiudono.

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Cosa fare a Minorca in inverno

Lo so che siamo a primavera – non sono ancora del tutto impazzita – anche se le temperature odierne a Minorca ricordano le giornate di novembre sull’isola.

Eppure, se seguite il blog da un po’, sapete che per me l’inverno a Minorca è quel periodo che va da novembre ad aprile inclusi, cioè i mesi che non rientrano nella stagione turistica. Da qui il titolo di questo lungo post in cui voglio parlarvi delle cose che potete fare in inverno sull’isola, che fanno parte ormai della mia routine per “sopravvivere” agli inverni minorchini.

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Il paradiso esiste davvero