L’isola che non c’è

Un ‘cuarenta por ciento’ de viento fuerte, racheado, implacable, tonitroso, que arrasa los cultivos, que retuerce los árboles, que aranca las chimeneas y las puertas de las ventanas, que arrastra a las personas, que exaspera el mar. Otro ‘cuarenta por ciento’ de piedras enormes, con vagas formas de monstruos y fantasmas, y tonos fríos de extraños minerales. Y un ‘veinte por ciento’ de algo indefinible hecho de sobresaltos y de temores oscuros, de auspicios maravillosos y de piedades enternecidas. Excitante, extraña y lírica, Menorca es así.

Piedras y viento

Così definisce Mario Verdaguer l’isola di Minorca in “Piedras y viento”, un libro che, sebbene sia stato scritto nel 1927, descrive un’immagine di Minorca davvero attuale e tenta, attraverso il romanzo, di svelare il segreto che avvolge quest’isola magica.

Mapa-de-las-Islas-Baleares

Per chi di voi lettori ancora non lo sapesse, Minorca è una delle quattro isole Baleari –insieme a Maiorca, Ibiza e Formentera, nel Mediterraneo. Terra oggi spagnola, sopravissuta a mille invasioni straniere, mantiene le distanze dalla terraferma con una lingua tutta sua, il minorchino, ufficiale insieme al castigliano.

Dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera nel 1993, è l’isola in cui la natura prevale, perfetta per una vacanza all’insegna di sole, mare e relax.

Minorca, non a caso, vive del turismo, l’attività principale dei suoi abitanti. Persone che vi sono nate e che non sono mai uscite dall’isola; o ancora, persone in gran parte “adottate”, che popolano l’isola nei 6 mesi estivi per la stagione e che poi ritornano in Penisola per l’inverno. Oppure persone che, come me, se ne sono innamorate, ed hanno deciso di viverci stabilmente.

In questa pagina troverete alcuni miei post su quella che per me è l’Isola-che-non-c’è.

10 buoni motivi per NON trasferirsi a Minorca

L’inverno minorchino: istruzioni per l’uso

L’isola del vento

Minorca in inverno

Trasferirsi a Minorca: i miei consigli

Il costo della vita a Minorca

Lavorare a Minorca

Come funziona il lavoro stagionale

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2 pensieri su “L’isola che non c’è”

  1. gran bel Blog, ma se volessi provare ad aprire un’attivita’ come dovrei muovermi a livello burocratico/amministrativo?
    Come hai scritto molti hanno gia’ provato ad aprire ristoranti ma hanno fallito proprio tutti ?
    grazie
    Simone

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    1. Ciao Simone, ti consiglio di visitare l’ufficio dell’Agencia Tributaria a Mahon, che può darti tutte le informazioni su come aprire un’attività. In questo file trovi il procedimento burocratico: http://www.agenciatributaria.es/static_files/AEAT/Contenidos_Comunes/La_Agencia_Tributaria/Segmentos_Usuarios/Empresas_y_profesionales/Empresario_individuales_y_profesionales/Folletos/Folleto_Actividades_Economicas.pdf Per quanto riguarda il fatto di aprire un ristorante, non è un’attività che manca qua a Minorca e la concorrenza è altissima: ho visto tanti venire qui, aprire e andarsene. I motivi saranno vari, forse il principale la stagionalità (apertura solo 3-4 mesi all’anno ma avere spese per 12 mesi l’anno).

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