Che ne è stato dell’inverno?

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Per la Santa Candelora
se nevica o se plora
dell’inverno siamo fora;
ma se è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno.

Proverbio

Se davvero il proverbio valesse anche a Minorca, ce ne mancherebbe ancora per la fine dell’inverno. Sempre se si può definire inverno temperature da 17 gradi e un sole che quando non fa il timido dietro alle nuvole scalda proprio.

I giorni della merla, infatti, non sono stati per niente freddi. La merla è uscita e, come sempre, ci ha osservato dall’albero del giardino mentre si cibava delle bacche che ancora non hanno abbandonato i rami spogli.

Non che mi stia lamentando, ma vorrei un po’ di freddo, giusto per riuscire a potare la Bougainville che, come un rovo impazzito, sta invadendo l’albero accanto e la paret seca (con il rischio di spezzarsi alla prossima tramontana), e l’ibisco, che ancora adesso continua a fiorire.

A due settimane dal nostro rientro a Minorca, siamo tornati alla routine – se così si può chiamarla.

Il Pescatore ha ricominciato a lavorare -per mia gioia (un’entrata fissa al mese non è da buttar via, viste soprattutto le ultime spese per reimmatricolare la macchina)- e inizia quindi la parte meno allettante dell’inverno a Minorca.

Sì, perché fino a quando si è in due a casa disoccupati, si trova tempo per fare tutto, anzi: si continuano a trovare cose da fare per riempire le tante ore disponibili e si prende tutto con più calma. Ma restare a casa da soli, è tutta un’altra storia. Quindi, bisogna mettersi ancora più d’impegno per dare un senso alle giornate, per evitare di arrivare alla sera con tante energie (che risultano sprecate) e la sensazione di non aver combinato niente e sentirsi inutili.

Per prima cosa, mi sono dedicata essenzialmente alle “pulizie di primavera” 1) perché di primavera qua si tratta, visto il clima 2) perché si è trattato di una pulizia COMPLETA della casa. Cosa, quest’ultima, che non mi era mai capitata in vita mia, visto che non mi ero mai fermata in una casa per più di un anno (è vero, lo confesso, le mie pulizie della casa si riassumono in bagno, sanitari, cucina e pavimenti).

Le pulizie estreme (vedi lavaggio vetri, tende, pavimento terrazza e ultra ordine) sono state anche un po’ obbligate viste le condizioni della nostra casa, dopo essere stata chiusa al buio per 25 giorni in pieno inverno. La muffa aveva invaso ogni cosa: pareti, mobili, infissi e tutto ciò che c’era in legno (tra cui il tappo dell’aceto balsamico!); l’odore in casa era un concentrato di umidità, l’odore tipico delle case minorchine che si riaprono per la stagione (per darvi un’idea, l’odore che si percepisce entrando in una grotta o in una cantina sotterranea); strani animaletti si erano appropriati delle pareti e del soffitto. Insomma, uno spettacolo alquanto terrorizzante, visto che la casa era rimasta chiusa soltanto per UN mese.

Immaginatevi le case che si chiudono a ottobre e si riaprono a maggio per la stagione. E le villette per i turisti, gli hotel e gli appartamenti… Chi lavora nella manutenzione qui non rimarrà mai senza lavoro.

Mi ricordo che, quando arrivammo a Cala’n Bosch, nel 2013, e facemmo un po’ di pulizie prima di stabilirci nel chalet per la stagione, trovammo sale nella guarnizione del frigorifero. SALE. Perché la tramontana in inverno soffia talmente forte che trasporta acqua del mare e il sale s’insinua ovunque, soprattutto in un posto (Cap d’Artrutx) dove si è proprio di fianco al mare.

La seconda cosa che ha salvato questa mia prima settimana di disoccupazione solitaria è stata la cucina: nuove ricette, esperimenti culinari, nuovi ingredienti e piatti stella della mamma, da provare e riprovare fino a raggiungere la perfezione. Al Pescatore è andata bene, pranzo e cene da ristorante.

Ora mancano SOLTANTO 12 settimane prima di ricominciare a lavorare. Bisogna mettersi all’opera e riempirle, altrimenti potrei anche impazzire.

Ma penso inizierò da domani: oggi mi godo il mio compleanno.

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